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Ritorno a Satana

A casa di Pupi Avati, che riscopre l’horror perché è pericoloso rimuovere il diavolo dal nostro immaginario

22 Aprile 2019 alle 11:41

Ritorno a Satana

Pupi Avati (foto LaPresse)

Dei teli di plastica trasparente sopra una grande libreria in noce gettano un’ombra spettrale nella stanza. “Li abbiamo dovuti mettere per le termiti”, mi spiega subito Pupi Avati accompagnandomi in salone, “se la stavano mangiando tutta”. Siamo già dentro un suo film, la luce del primo pomeriggio romano che si fa sinistra, gli scricchiolii del legno, i quadri antichi alle pareti, un thriller gotico ambientato in questo vecchio palazzo di via del Babuino, epicentro del cinema italiano quando il cinema...

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Andrea Minuz

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