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Il paladino del mais Ogm prepara la causa allo stato

Secondo l'ultima ricerca, basata su 21 anni di colture nel mondo, il transgenico non è un rischio. “L'Italia minaccia la mia salute impedendomi di seminare prodotti sani e senza insetticidi”. Parla Giorgio Fidenato

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cicchetti@ilfoglio.it

15 Febbraio 2018 alle 18:47

Il paladino del mais Ogm prepara la causa allo stato

Giorgio Fidenato (foto via Facebook)

“Sai che io sono uomo causidico, no?”. Giorgio Fidenato inizia a parlare e subito si capisce che non si tratta del contadino tipo. E neanche di un avvocato – o un avvocatucolo, come si schernisce lui. Non fosse altro che tra i cavilli da mozzorecchi italiani ed europei, negli ultimi anni, Fidenato ha perso parecchio del suo tempo e del suo denaro. L'imprenditore agricolo, infatti, ha diversi procedimenti penali e civili aperti con lo stato italiano, e richieste di risarcimento danni. Tutti frutto della sua lunga ed estenuante battaglia per la libertà di coltivare mais transgenico MON 810 sui suoi cinque ettari nella campagna friulana. Nel settembre scorso, la terza sezione della Corte di Giustizia europea ha segnato un punto per l’agricoltore, bocciando per la prima volta il bando assoluto dei paesi membri sull’utilizzo degli Ogm: se non è certo che fanno male, non possono essere vietati. Ma quando la scienza dimostra addirittura che sono meno nocivi delle colture tradizionali e biologiche? Allora, spiega Fidenato al Foglio, “farò causa allo Stato italiano perché attenta alla mia salute impedendomi di seminare un prodotto sano che non ha bisogno di trattamenti fitosanitari e insetticidi”.

    
Il casus belli è la ricerca appena pubblicata su “Scientific Reports” (Nature) firmata da un gruppo di ricercatori della Scuola superiore Sant'Anna e dell'università di Pisa. “Lo studio dimostra, dati statistici e matematici alla mano, che il mais transgenico non comporta rischi per la salute umana, animale e ambientale”, sottolineano gli esperti, che hanno analizzato 21 anni di coltivazione mondiale di mais Ogm. Insomma, la versione transgenica del cereale garantisce rese superiori e contribuisce a ridurre la presenza di insetti dannosi con un uso ridotto di pesticidi. Dunque il prodotto contiene percentuali inferiori di sostanze tossiche che rischiano di contaminare alimenti e mangimi. “Lo studio – insiste Fidenato – ha revisionato quasi 17.000 ricerche precedenti. È un po’ difficile che tutti gli scienziati che hanno lavorato a questi studi siano parte di un ‘complotto delle multinazionali’, no?”.

     
Un’altra vittoria per il “paladino degli Ogm” che dai suoi campi di Arba, a Pordenone, è pronto a continuare le proprie battaglie. Intanto quella storica, visto che “ad aprile seminerò di nuovo il mais Ogm”, dice. “Il mio obiettivo è attaccare la direttiva europea che permette agli stati membri di vietarne la semina sul proprio territorio. Secondo me non è conforme ai trattati europei, che prevedono restrizioni solo per ragioni legate alla salute e all’ambiente”. E poi questa nuova sfida legale: “Devo sentire gli avvocati, ci aggiorneremo. Ma davanti a questa ennesima dimostrazione scientifica della bontà delle colture transgeniche, lo stato italiano si mostra ancora in contraddizione: mi impedisce di seminare un prodotto che è dichiarato più salubre di altri. Per questo lo considero un attentato alla mia salute e intendo fare causa. Come c’è la responsabilità civile per i giudici, credo che anche i politici debbano essere responsabili per le scelte che attuano”.

     

Fidenato non risparmia nessuno: la Commissione europea, “che ha fallito nell’informare i cittadini in merito al reale impatto degli Ogm sulla salute e sull'ambiente, come valutato dall'Efsa”. L’agricoltura biologica – “una grande baggianata” visto che utilizza prodotti come il rame metallico “che ha effetti collaterali peggiori dei pesticidi di sintesi”. Sindacati come la Coldiretti, “una palla burocratica al piede che va depotenziata, togliendo tutti i sussidi all’agricoltura. Fanno protezionismo sfacciato e non permettono alle aziende di evolversi seguendo il mercato”. Il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina, che in questi giorni ha pubblicato un post su Facebook in cui propone l’azzeramento dei pesticidi entro il 2025 e di “abbattere l’uso di chimica promuovendo, attraverso il sostegno della ricerca, un’agricoltura ecosostenibile, redditiva e competitiva”.

     

   

“Contemporaneamente - sottolinea Fidenato - il governo impedisce l’uso degli Ogm che servono proprio a ridurre l’uso dei pesticidi e vanno all’essenza di un’agricoltura ecosostenibile, meno impattante. E poi togliere la chimica è come togliere gli antibiotici alle persone: sono prodotti con effetti collaterali, che vanno disciplinati ma non dipinti come veleni cancerogeni”. È contro queste dinamiche, nell’informazione e nella politica, che bisogna combattere, per Fidenato: “Secondo le indagini condotte da Eurobarometer emerge che la maggioranza dei cittadini dell'Ue è contraria alla coltivazione di Ogm. Finché il tipo di informazione che si fa su questi prodotti saranno bufale allarmistiche, è normale che continuerà a essere così”.

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