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L'evoluzione mediatica del "momento magico delle manette"

La spettacolarizzazione dell'arresto è un vecchio fenomeno. Ma oggi è peggio 

27 Febbraio 2019 alle 06:00

L'evoluzione mediatica del "momento magico delle manette"

(Foto Pixabay)

A Napoli l’altro ieri si è svolta, organizzata dalla camera penale, una manifestazione molto interessante e di notevole spessore che neppure un intervento di chi firma questa rubrica è riuscito a scalfire. Argomento proposto ai relatori: l’immagine della persona privata della libertà. In fondo si tratta di quello che Marcello Maddalena, che è stato membro del Csm, poi procuratore capo e poi procuratore generale a Torino, chiamò “il momento magico delle manette”. Due fotogrammi, a distanza di circa dieci anni l’uno dall’altro, servono a ricordare visivamente di cosa si tratti. Basta pensare al primo piano delle manette ai polsi di Enzo Tortora quando venne fatto uscire in favore di telecamere e in orario buono per i tg dalla sede del nucleo operativo dei carabinieri. Oppure agli schiavettoni ai polsi di Enzo Carra tradotto in un’aula del tribunale di Milano. Storie antiche.

 

Oggi è peggio, hanno ben argomentato i relatori, a cominciare dall’avvocato Claudio Botti e anche l’attuale capo della procura napoletana Giovanni Melillo, in un intervento pure con toni consoni al suo ruolo, ha in sostanza condiviso le preoccupazioni dei penalisti e dei giornalisti intervenuti. Quello che mi ha colpito nell’intervento del procuratore è stato un passaggio nel quale ha parlato della necessità di avere gli avvocati partecipanti ai consigli giudiziari. Mi è rivenuto in mente come Maddalena, allora membro del Csm, si pronunciò sulla stessa questione in un convegno al tribunale di Roma: “Così avremmo nelle nostre riunioni i rappresentanti dei delinquenti”. In conclusione, oggi è peggio ma le fondamenta sono state gettate da tempo.

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Commenti all'articolo

  • gesmat@tiscali.it

    gesmat

    27 Febbraio 2019 - 17:07

    Se poi riflettiamo sull'irresponsabilità di Davigo che vede tutti delinquenti eccetto i magistrati c'è veramente da disperarsi.

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  • eleonid

    27 Febbraio 2019 - 07:32

    Stando così le cose forse non è poi tanto così sbagliato avere un sistema giudiziario sul solco di quello americano, dove i giudici vengono eletti dal popolo. Se questi sono i nostri magistrati eletti per concorso statale che li rende immuni , illimitati, e al di sopra di ogni sospetto e dispetto ,allora è meglio affidarci veramente al popolo.

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