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Non ci sono prove che insieme ai migranti arrivino i terroristi

Un rischio da non trascurare ma che finora la statistica confina nella marginalità assoluta che compete a circostanze eccezionali

12 Gennaio 2019 alle 06:00

Non ci sono prove che insieme ai migranti arrivino i terroristi

Foto LaPresse

La nuova operazione della direzione distrettuale antimafia della procura di Palermo, annunciata con una certa enfasi dai giornali di due giorni fa, ieri era già praticamente scomparsa dalla carta stampata, con una sola eccezione che vedremo fra un momento. “Dalla Tunisia alla Sicilia. La rotta della Jihad verso l’Italia” era il titolo che presentava ai lettori della Stampa lo spessore della faccenda che peraltro si ridimensionava un poco leggendo l’articolo. Nell’inchiesta si sommano comunque temi di stretta attualità. I viaggi in gommone verso le coste siciliane di finti profughi, in realtà terroristi, un rischio da non trascurare ma che finora la statistica confina nella marginalità assoluta che compete a circostanze eccezionali, si saldano alla presenza di una rete operativa fra la Tunisia e la costa siciliana, guidata da tunisini residenti all’uno e all’altro capo del tragitto. Dunque un meccanismo oliato, parallelo ai flussi migratori. Facile per il lettore incrociare comunque le notizie e dedurre come insieme ai migranti arrivino i terroristi. Ieri però solo Il Dubbio dava la notizia che due dei tunisini inquisiti erano stati imputati e assolti per lo stesso filone di indagine in una inchiesta di due anni fa. Ora rientrano in gioco sulla base dei verbali di un terzo tunisino detenuto in Liguria per traffico di droga. La novità sta nella finalizzazione terroristica del traffico. L’inchiesta sarebbe importante, se non fosse per l’uso di un verbo usato dal pentito in premessa del suo racconto di veloci gommoni che trasporterebbero i terroristi suicidi. “Ritengo che...” dice il pentito. Tradotto vuol dire che prove non ce ne sono.

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Commenti all'articolo

  • Beresina

    Beresina

    12 Gennaio 2019 - 18:06

    Possibile che non si voglia capire che il problema dell'immigrazione non è quella del terrorismo dell'ordine pubblico o cose del genere, pur importanti, ma quello dell'identità di un gruppo umano, che non ha niente a che vedere con razza, etnia, o cose del genere. Io non vorrei neppure essere sommerso da una massa strabocchevole di lord inglesi... il sig. Bordin sicuramente preferirebbe invece cessare di essere italiano, chi scrive invece no. Ognuno ha i suoi gusti! Naturalmente sarò subito tacciato di essere un abominevole razzista, fascista e chi più ne ha più ne metta...

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  • verypeoplista

    verypeoplista

    12 Gennaio 2019 - 10:10

    "Marginalità assoluta? ", ne basta uno solo per una massacro.

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  • manfredik

    12 Gennaio 2019 - 08:08

    Scusi, ma il terrorismo è esattamente una delle attività che la "statistica confina nella marginalità assoluta che compete a circostanze eccezionali". A me non succede di subire un attentato ogni volta che vado a comprare il pane. Ma che modo di ragionare è questo? Non penserà mica di essere "scientifico"? Se questi sono gli argomenti contro la politica del governo, ce lo teniamo non per 20 ma per 100 anni.

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  • Daria

    12 Gennaio 2019 - 07:07

    Che i clandestini siano terroristi, o falsi profughi, falsi poveri e falsi naufraghi, chi e' contento che chiunque entri nel suo paese di prepotenza andrebbe cacciato dall'Italia.

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