Il conformismo di Pif non spiega la crisi della sinistra

Il regista ha dato la sua inedita riflessione a commento dei risultati elettorali amministrativi

27 Giugno 2018 alle 06:15

Il conformismo di Pif non spiega la crisi della sinistra

Pif (foto LaPresse)

Ci mancava Pif e questo poteva stupire. Infatti è arrivato. Anche il regista, secondo in politicamente corretto solo a Fazio, si è conformisticamente aggiunto alla tiritera sui radical chic che difendono gli immigrati perché tanto abitano in posti dove nemmeno li vedono da lontano mentre il popolo ne soffre la vicinanza. Pif ha proposto la sua non inedita riflessione a commento dei risultati elettorali amministrativi. In realtà si tratta di una banalità che non aiuta a capire. Non che sia falso, più che altro è fuorviante. Il percorso degli intellettuali di sinistra da Ostiense alle mura vaticane, dove poi si lamentano se gli aprono un McDonald’s sotto casa, è noto da tempo. Almeno dal tempo in cui i loro omologhi tedeschi lasciavano il centro di Berlino per prendere casa a Kreuzberg, dove gli immigrati già allora c’erano, mentre a Ostiense no. Come non erano ancora un problema nel 1994 in quartieri romani come la Garbatella, dove in tutta la storia repubblicana il Msi non aveva mai fatto un comizio, o al Quadraro. Eppure anche in quei quartieri vinse il centro destra del Cav. e di Gianfranco Fini, ancora segretario del Msi. Non è questione solo della Capitale corrotta, infetta e ora anche inetta. Nei quartieri operai di Torino vinse il centrodestra con Meluzzi, dicesi Meluzzi. Insomma la questione della crisi di rappresentanza sociale della sinistra è antica e coincide con quella della rappresentanza politica. Ridurla ai migranti e a dove abita Calenda vuol dire continuare a non risolverla, incolonnandosi per di più dietro Salvini.

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Commenti all'articolo

  • NoMercy

    27 Giugno 2018 - 23:11

    L'affermazione di Pif spiega qualcosa ma non spiega tutto. In un quartiere operaio degli anni '50 o '60 se gli mettevi dei "negri" nel quartiere c'era una disciplina di "classe" che impediva di pensare in un certo modo. Oggi non c'è più la disciplina ma forse perché neppure c'è più una "classe".

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  • Caterina

    Caterina

    27 Giugno 2018 - 09:09

    Di Pif so solo che pubblicizzava una società telefonica quindi non saprei che cosa ci si debba aspettare da lui. Comunque, banalità per banalità, non ha detto una bugia.

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  • giantrombetta

    27 Giugno 2018 - 08:08

    Ben detto, caro Bordin, complimenti. Soprattutto dopo la lettura del manifesto di Calenda.

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    • Skybolt

      27 Giugno 2018 - 17:05

      Già: "Pariolini di tutti i Parioli, riunitevi in Piazza della Muse!"

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