cerca

Ecco come cambia il paese dopo le comunali

La mappa dei risultati delle amministrative 2018 a confronto con i risultati delle precedenti elezioni

25 Giugno 2018 alle 14:02

Ecco come cambia il paese dopo le comunali

Cartelli elettorali a Brescia (foto LaPresse)

Il 24 giugno i cittadini di 75 comuni sono stati chiamati alle urne per i ballottaggi delle amministrative dello scorso 10 giugno. Due settimane fa, infatti, si era già votato alle comunali ma dei 20 capoluoghi di provincia in cui si votava, non è stato necessario ricorrere al ballottaggio solo a Brescia e Trapani (andati al centrosinistra) e a Catania, Barletta, Vicenza e Treviso (al centrodestra). 

    

  

Al centrodestra vanno 11 capoluoghi di provincia, al centrosinistra 5, al M5s solo uno. Nel voto di domenica, il centrodestra salviniano ha trionfato in Toscana, dove strappa le roccaforti di Siena, Pisa e Massa alla sinistra, e a Terni dove la Lega sconfigge di misura anche gli alleati di governo grillini. I 5 stelle – già ridimensionati al primo turno – vincono invece ad Avellino (l'unico nuovo capoluogo di provincia ora a guida pentastellata) e Imola, ma perdono Ragusa. Il centrosinistra sopravvive solo ad Ancona, Brindisi, Teramo e Siracusa. Sembra, insomma, che il patto giallo-verde sia saldo anche nelle urne. Ma si conferma anche un altro trend: l'affluenza definitiva si è fermata al 47,61 per cento (esclusa la Sicilia) con un calo del 12,81 per cento rispetto al primo turno. Ancora più bassa la percentuale di votanti nei ballottaggi siciliani: 40,11 per cento (meno 20,67 rispetto a due settimane fa).

   

Per approfondire 

Ai ballottaggi è il trionfo del centrodestra

Il Pd perde la Toscana nelle elezioni comunali, dove vince di misura la destra a guida salviniana. Che a Terni asfalta anche l'alleato di governo grillino. Al centrodestra 11 capoluoghi di provincia, al centrosinistra 5, al M5s solo uno

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • Giovanni Attinà

    25 Giugno 2018 - 14:02

    Se il 53 per cento no0n va a votare, la mappa del cosiddetto Paese magari cambia, ma è minoranza. Urge analisi attenta di un'Italia con partiti che sono personali o di plastica , senza regole democratiche e riconoscimento giuridico dei partiti.

    Report

    Rispondi

Servizi