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"Alle 13 stacchiamo la spina". Ecco il testo della condanna a morte di Alfie Evans

L'ospedale di Liverpool ha notificato ai genitori del piccolo il protocollo di estubazione 

23 Aprile 2018 alle 10:33

"Alle 13 stacchiamo la spina". Ecco il testo della condanna a morte di Alfie Evans

Il piccolo Alfie Evans (foto LaPresse)

L'ora è fissata: le 13 italiane, le 12 nel Regno Unito. È in quel momento che al piccolo Alfie Evans verrà sospesa la ventilazione che gli permette di continuare a vivere. O meglio, come si legge nel protocollo di estubazione che l'ospedale di Liverpool ha notificato ai suoi genitori e che è stato pubblicato dalla Nuova Bussola Quotidiana, è a quell'ora che “attraverso una cannula sarà somministrato un preparato di Midazolam (un ansiolitico) e Fentanyl (un analgesico) successivamente da aumentare per controllare i sintomi se necessario. L’Ospedale provvederà all’aspirazione della bocca e delle vie aeree nonché alla cura della stessa bocca”.

 

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Insomma un modo asettico e burocratico per dire che Alfie verrà lasciato morire, lentamente. Respinti gli appelli di Papa Francesco e delle tante persone che si sono mobilitate in Italia e nel mondo, la pratica può essere espletata. “Se lo desiderano” prosegue il protocollo, i suoi genitori potranno tenerlo in braccio, “altrimenti rimarrà nel suo lettino”. Ogni cosa è minuziosamente definita, ogni passaggio dettagliato. “Una volta che tutti i segni di vita esterni siano cessati - si legge ancora -, un dottore esperto esaminerà fisicamente Alfie per constatarne la morte e trascrivere l’ora del decesso. Dopo che la morte sarà stata confermata la famiglia potrà lavarlo, vestirlo e passare del tempo con lui, prima di trasferirlo in una camera apposita dove tutta la famiglia potrà avere accesso. Il dottore che avrà confermato la morte di Alfie dovrà contattare il medico legale per tutti gli adempimenti connessi al rilascio del certificato di morte”.

 

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I medici, come previsto dal protocollo, saranno pronti, “con discrezione”, “a fornire con sollecitudine supporto e conforto” ai famigliari. Purtroppo l'unico vero conforto di cui i genitori del piccolo Alfie, Thomas e Kate, avevano bisogno era avere al proprio fianco qualcuno che non considerasse la vita di loro figlio “inutile”, che facesse di tutto per farlo vivere ancora. Esattamente quello che i medici dell'Alder Hey Children's Hospital di Liverpool non hanno fatto. E ora, davanti a un bambino condannato a morire, tutto il resto suona come falso e ipocrita. 

 

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