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La voce critica del nord

Riusciranno i nostri eroi (eletti in Padania) a invertire la rotta assistenzial-meridionalista targata Di Maio?

28 Dicembre 2018 alle 06:14

La voce critica del nord

Foto LaPresse

Fine d’anno, tempo di bilanci. Riprendo questa rubrica dopo un mese trascorso in mezzo all’Oceano atlantico. Il mondo non è cambiato molto: il governo gialloverde è ancora lì, protagonista di litigi quotidiani, Berlusconi si dedica ormai al Monza calcio, Renzi è sempre alla ricerca della via giusta per distruggere quel che resta del suo partito. Per la politica è stato un anno strano, mirabilis per alcuni, horribilis per le (inesistenti) opposizioni. Lascio perdere queste ultime, anche perché non mi è mai piaciuto parlare del nulla. Sul governo gialloverde ci sarebbe invece tanto da dire. E da riflettere: su quello che ha fatto e sulle promesse mancate, sui contrasti (veri o tarocchi) tra Salvini e Di Maio, sul rapporto con il nord e con i suoi ceti produttivi. Ecco, il nord, appunto. Reddito di cittadinanza, blocco delle grandi opere, nessun passo concreto sul tema dell’autonomia, che veneti e lombardi reclamarono a gran voce un anno fa con i referendum voluti da me e da Zaia: sono temi su cui la Lega mostra imbarazzo e affanno. Riusciranno i nostri eroi (eletti in Padania) a invertire la rotta assistenzial-meridionalista targata Di Maio? La cambiale elettorale dovrà presto essere onorata, altrimenti alle elezioni europee… Chiudo con un pensiero alla splendente Milano, salita quest’anno in vetta alla classifica sulla qualità della vita del Sole 24 Ore. Caro Salvini, Milano è la capitale del Nord produttivo e solidale: ascoltare la sua voce critica è un obbligo morale. Stay tuned.

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Commenti all'articolo

  • ales1950

    28 Dicembre 2018 - 16:04

    bravo Maroni. . Seguo le sue riflessioni con piacere.Mi ricordo i tempi naif e devo dirle che mai un antico adagio fu più giusto:col tempo e la paglia etc.. Da cialtrone qual'era grandi passi ha compiuto e, sia detto senza ironia, si vede che c'era "materia prima". Solo un appunto: ma non sarebbe meglio finire con un " alla prossima" ?

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  • eleonid

    28 Dicembre 2018 - 15:03

    Devo ammettere che questi leghisti della prima e seconda ora sono proprio forti. Dopo aver governato per vent'anni se non di più con Berlusconi e quindi col PD, hanno la faccia tosta di denunciare i loro stessi danni, e per farlo si coprono dietro la storiella del nord che produce ed del sud che sperpera. E dopo quei danni ,solo in piccola parte compensati dal lavoro del nord , ma soprattutto dalla crescita del debito sovrano, sono ancora lì più forti che mai a fare la morale all'attuale opposizione ,al momento identificata di quel che rimane del PD, disintegrato dalla miopia degli italiani. Ma come si suol dire, quando non c'è molto da dire, il tempo è galantuomo . Vedremo cosa combinerà ancora di peggio l'attuale governo gialloverde.

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  • diluccini

    28 Dicembre 2018 - 14:02

    Non sono mai stato renziano, ma che Maroni si permetta di fare dell'ironia su Renzi ed il PD quando lui e Bossi avevano portato la Lega al 4% è paradossale e dimostra che ha una faccia tosta pari a quella degli attuali governanti.

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  • Giovanni Attinà

    28 Dicembre 2018 - 11:11

    Maroni discetta ed inneggia all'autonomia della Lombardia e del Veneto, ma dimentica che lo sfacelo d'Italia è stato originato proprio dalle spese megagalattiche delle regioni. La stessa Lombardia dove si inneggia all'eccellenza non mi pare proprio che sia così. Sul governo gialloverde siamo sempre agli annunci e alle chiacchere, ma di problemi reali nessuno. Sulle opposizioni sono d'accordo con Maroni: non esistono e sono in stato confusionale.

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