bandiera bianca

L'Italia spiegata da un uomo che ha picchiato la moglie sul lungolago di Lecco

Antonio Gurrado

I fatti: le percosse; i passanti non sono intervenuti; alcuni hanno filmato la scena; qualcuno ha chiamato la polizia; la donna non ha sporto denuncia; l'uomo è stato accusato di resistenza a pubblico ufficiale

L’Italia in miniatura sul lungolago di Lecco. I fatti (brutti) sono questi: riportano le cronache che un signore ha picchiato la moglie per strada, coram populo, giungendo anche a trascinarla per i capelli. I passanti non sono intervenuti; alcuni hanno filmato la scena, fino a che qualcuno non ha chiamato la polizia. La polizia è arrivata e ha portato via il picchiatore, fra gli applausi della folla; la donna, però, non ha sporto denuncia, ragion per cui non è stato possibile che il marito venisse accusato di violenza ma solo di resistenza a pubblico ufficiale. “Le indagini proseguono”, hanno assicurato le forze dell’ordine ai giornali. L’interpretazione dei fatti (forse anche peggiore) è questa: in Italia si può commettere un reato davanti a tutti, tanto nessuno interverrà, salvo filmare la scena per condividerla con gli amici o destinarla all’archivio personale. Se lo Stato si fa vivo, tutti battono le mani; ma perfino le vittime, dovendo scegliere da che parte stare, per incultura e timore propendono per il carnefice. Alla fine la giustizia viene fatta solo se non si scontra contro l’insormontabile ostacolo delle mani legate dai formalismi, talché un reato commesso davanti a tutti diventa materia di sottile diatriba e, per incastrare il colpevole alla bell’e meglio, si ricorre a un reato collaterale, che non coincide col reato lampante ma costituisce una soluzione provvisoria. In compenso, le indagini proseguono.

Di più su questi argomenti: