Una toilette allagata salva il seggio di un deputato grillino

Antonio Gurrado

Di conteggi, riconteggi e problemi idraulici. O anche di schede elettorali e carta igienica. Lo spoglio delle politiche del 4 marzo 2018 si è di fatto concluso ieri

Lo spoglio delle politiche del 4 marzo 2018 si è definitivamente concluso ieri, dopo soli due anni e mezzo, con la ratifica dell’elezione del deputato grillino Sebastiano Cubeddu. Solo ieri infatti, riportano le cronache, la Giunta per le elezioni della Camera ha confermato la legittimità della sua vittoria nel collegio uninominale Lazio 1 (Guidonia-Montecelio), con appena diciassette voti di scarto sulla candidata del centrodestra. Costei aveva fatto ricorso richiedendo una verifica più accurata e, a quanto leggo, dai verbali era emerso che i calcoli erano sbagliati. Allora s’era deciso di ricontrollare le schede bianche e nulle, riferiscono i quotidiani, e perequando i risultati il vantaggio era arriso alla candidata di centrodestra, con centoquindici voti di margine. Trattandosi tuttavia di una distanza risibile, si era saggiamente stabilito di operare un riconteggio delle schede valide, così c’è scritto. Solo che il campione di schede da esaminare s’è rivelato inservibile: il presidente del tribunale competente, quello di Tivoli, ha dichiarato che le schede erano “ridotte in poltiglia inconsultabile”, cito testualmente, perché s’era allagata la toilette in cui erano custodite. Lo spoglio delle politiche del 4 marzo 2018 si è di fatto concluso ieri, con la presa d’atto che il riconteggio era impossibile; io però, già prima di trovarne conferma sul giornale, da tempo nutrivo il sospetto che fossero state elezioni da custodire gelosamente proprio lì.

Di più su questi argomenti: