Lo stato di emergenza è diventato la nuova normalità

Antonio Gurrado

Negli ultimi anni lo si è dichiarato e prorogato in media ogni nove giorni: come andarsi a fare una pizza o giocare a calcetto

 

Non so voi ma mi sono sentito molto rassicurato dalle parole con cui il Presidente del Consiglio ha perorato in Parlamento la proroga dello stato d’emergenza. Dal 2014, ha spiegato, lo stato di emergenza è stato proclamato centocinquantaquattro volte e prorogato altre ottantaquattro. Significa che negli ultimi sei anni, in Italia, l’equivalente politico del razzo dell’SOS è stato lanciato in aria duecentotrentotto volte. Secondo un complicato calcolo statistico, dunque, considerato che in un anno ci sono trecentosessantacinque giorni, e che quindi in sei anni corrono duemilacentonovantadue giorni, bisestili inclusi, lo stato d’emergenza in Italia viene proclamato o prorogato mediamente ogni nove giorni, quattro ore e quarantotto minuti all’incirca. 

 

Volendo focalizzarsi sull’innegabile dato che una settimana è fatta di sette giorni, significa che statisticamente in Italia non passano due settimane senza che uno stato d’emergenza non venga o proclamato o prorogato. Insomma, è stato il sottotesto della richiesta presentata dal Presidente del Consiglio in Parlamento, altro che pericolo per la democrazia, altro che deriva autoritaria, quanta caciara per un nonnulla: lo stato d’emergenza in Italia non è niente di allarmante, anzi, proclamarlo o prorogarlo è normale tanto quanto andare a mangiare la pizza o giocare a calcetto con gli amici. Non solo: considerato che lo stato d’emergenza non viene certo proclamato o prorogato per un solo giorno, abitualmente, se ne può dedurre grossomodo che in Italia, date due settimane, in una vige lo stato d’emergenza e in quella successiva la sua proroga, a eccezione del weekend. Mi hanno molto rassicurato le parole del Presidente del Consiglio perché grazie a esse mi sono reso conto che, se in Italia passassero settimane o addirittura mesi senza che uno stato d’emergenza venisse proclamato o quanto meno prorogato, allora si che la situazione sarebbe strana, allora sì che ci sarebbe da preoccuparsi, allora sì che non funzionerebbe più niente.