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L’uomo che sussurrava ai barbari

Da De Gasperi a Forlani, da Tangentopoli al Cav. Ora Vincenzo Scotti è il precettore della Terza Repubblica

16 Settembre 2018 alle 06:00

L’uomo che sussurrava ai barbari

Vincenzo Scotti (foto Imagoeconomica)

“Ho fatto in tempo a vedere De Gasperi”, dice. E adesso dà del tu a Luigi Di Maio. E c’è forse tutta l’Italia, la sua storia e la sua politica, i suoi spasmi involuti, in questo lungo viaggio dall’uomo perfettamente grigio che non annunciava rivoluzioni, fino all’intossicazione di chiacchiere e pernacchie del 2018, un groviglio che porta il suggestivo nome di “cambiamento” e sembra incarnare ancora una volta l’eterna rivoluzione italiana, dai moti di Reggio Calabria a Tangentopoli, l’Italia dal...

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Commenti all'articolo

  • lucafum

    16 Settembre 2018 - 22:10

    Più arguto il titolo pristino...

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  • stearm

    16 Settembre 2018 - 16:04

    Gattopardesco, lo Scotti. Anche se l'analisi in sè è abbastanza banale: è cambiato 'tutto', quindi mi vendo al primo che passa. A me invece sembra non sia cambiato proprio nulla. Chi ne esce meglio di tutti alla fine è proprio De Mita, che almeno si occupava delle singole vite delle persone reali: umano, troppo umano. Lo Scotti invece si diverte a cavalcare la storia, incurante di chi soffre, insomma un Nietzsche de' noantri.

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  • aldo.vanini

    16 Settembre 2018 - 08:08

    Sconfortante. Ogni parola potrebbe applicarsi a ogni fase storica evidentemente involutiva (la storia non cammina sempre in avanti e non sempre il 'nuovo che avanza' rappresenta il mondo migliore che verrà, ma solo la reazione allergica e non la guarigione...). Vincenzo Scotti avrebbe potuto avere, con questo spirito, curiosa attenzione per ogni fenomeno che si candidava a sostituire il precedente, magari declinante ma non peggiore del fenomeno candidato. Se la cultura di Capalbio, auspicabilmente, declina, la cultura di Coccia di Morto non mi parte la soluzione. E non mi pare che Vincenzo Scotti sia estraneo alle degenerazioni che da dai Costituenti hanno portato alla democrazia della piattaforma Rousseau... "Mani pulite rifiuto dell'arroganza del potere", caspita, ha capito tutto...

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  • eleonid

    16 Settembre 2018 - 08:08

    È un pensiero quello di Scotti articolato e perché no anche interessante. Però,secondo me, ai non addetti ai lavori può apparire come un gioco pericoloso alla democrazia. Altrimenti non si capisce perché una vecchia democrazia come quella inglese sia ancora rappresentata da due vecchi partiti , che non credo siano distratti rispetto ai fenomeni complessi di cambiamento del mondo.Scotti sarà pure un erudito è un abile politico ma credo che facendo il suggeritore o il preparatore atletico dei Cinque Stelle stia soddisfacendo un suo desiderio di riafferrare quella giovinezza politica che l'ha visto protagonista nel passato, ma contribuendo a fare molto male al nostro Paese.

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