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Il branzino della disperazione fa intravedere i possibili finalisti di MasterChef

La difficoltà sempre più elevata delle prove fa capire chi potrebbe arrivare fino in fondo e chi è destinato a uscire prossimamente. Delivery food al Pressure, sui Navigli in esterna

Mahatma

8 Marzo 2019 alle 09:55

Il branzino della disperazione fa intravedere i possibili finalisti di MasterChef

foto Sky

Replicare il mitologico branzino in crosta con salsa choron del grande e altrettanto mitologico maestro della nouvelle cuisine Paul Bocouse è roba per cuori forti. Soprattutto se ai poveri aspiranti chef non viene data alcuna istruzione su come farlo. Così, a intuito, guardando quel pesce cotto e cercando di replicarlo, sapendo solo che c’è una mousse e una salsa d’accompagnamento. Il tutto complicato dal fatto che si lavora in coppie e a staffetta e le coppie le fa uno dei concorrenti (Federico), il vincitore della Mystery Box. È da segnali come questo che si capisce come il livello di MasterChef 8 (ogni giovedì alle 21.15 su SkyUno) si sia alzato notevolmente. Dopotutto le puntate che mancano alla finalissima sono sempre meno e dietro le postazioni sono rimasti solo in nove.

    

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Il mitologico branzino di Paul Bocouse, due ristoranti sui Navigli e un’anticipazione (forse) di terzetto finalista

  

Talmente difficile, questo Invention test, che i giudici non se la sentono di procedere ad alcuna eliminazione, benché la coppia formata da Valeria e Virginia sia risultata nettamente la peggiore. Eppure tutto era iniziato in maniera molto soft, con una Mystery vista altre volte: i concorrenti scelgono tra i dieci ingredienti sul tavolo quello (uno solo) da affibbiare all’avversario, determinando anche se a essere cucinato è un primo, un secondo o un dolce. Vince Federico, al quale era toccata la quinoa da usare per un secondo piatto. Ottimo lavoro anche quello di Gloria e Salvatore. Quasi un’anticipazione di terzetto finalista, chi lo sa.

  

Esterna durissima, si va sui Navigli in due ristoranti: menu tipico milanese e le brigate chiamate a lavorare senza aiuti esperti nelle cucine. Vince la squadra di Gloria – che insieme a Gilberto aveva vinto l’Invention – che così si gode il Pressure test dalla balconata. La convivenza in cucina mostra due cose, soprattutto: che Guido pensa di essere già uno chef stellato (e infatti nessuno lo sopporta) e che Giuseppe è l’anello debole ormai prossimo all’uscita.

  
Un Pressure che si è rivelato tosto: i giudici seduti in salotto che ordinano a domicilio. Non solo un ordine, sia chiaro: ben tre. Il che manda in tilt gli sfidanti, anche sui semplici pop corn. I peggiori al Food delivery risultano Virginia e Verando, che vengono eliminati entrambi. Dal promo della prossima puntata si vedono planetarie in azione: che sia arrivato finalmente il momento di Iginio Massari? Dalle espressioni sui volti dei nove superstiti parrebbe di sì.

Mahatma

Mahatma

E' nato al nord (non serve dire dove né quando, anche perché sono informazioni buone per necrologi e che poco interessano il lettore più o meno interessato). Si considera maturo quanto a età, meno a dotazione intellettuale. Non se ne cruccia, sapendo che la capacità d'elaborazione mentale in codesto mondo non deve essere per forza alta (d'altronde Hegel e Kafka non sono più bestseller da qualche decennio). Segue lo sport in generale a eccezione delle bocce, del sumo e del golf, che considera una delle più grandi sciagure capitate all'umanità, quasi quanto lo sport trasmesso sulle reti Rai. (ne parla sovente su questo giornale) Appassionato di cucina televisiva, ama le pentole che si vedono a MasterChef (delle cui puntate cura periodicamente le recensioni sempre su questo giornale) e soprattutto la relativa dispensa. Ricorda con rimpianto la tv del cane di Paolo Limiti, Floradora.

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