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Scorre tanto veleno a MasterChef, tra antipatie reciproche e prove durissime

Doppia puntata che ha svelato le prime dinamiche interne alla cucina. Il tartufo d'Alba e il cioccolato delineano già chi fa davvero sul serio per la vittoria finale

Mahatma

15 Febbraio 2019 alle 08:01

Scorre tanto veleno a MasterChef, tra antipatie reciproche e prove durissime

foto Sky

Il sangue scorre a fiumi a MasterChef. Era anche ora. Va bene la bravura dei provetti cuochi, ma ci voleva anche un po’– non troppo, però – di pepe in questa comunque fortunata edizione (ogni giovedì alle 21.15 su SkyUno). E’ arrivato. Prime antipatie tra i concorrenti, chiacchiericcio diffuso, polemiche notevoli durante la prova in esterna dedicata al tartufo bianco d’Alba e ai vini piemontesi. Al Pressure, i giudici chiedono alla capobrigata sconfitta di dividere il gruppo in due: da una parte i bravi, dall’altra gli scarsi. Artifizio studiato non certo per rendere zuccherosa l’atmosfera. A un certo punto, visto il veleno della puntata, qui si era convinti che si sarebbe palesato il Maestro Iginio Massari, giusto per rendere il supplizio ancora più duro.

 

Tutto era iniziato con una Mystery Box abbastanza tranquilla: cucinare con pochi ingredienti e con altrettanti utensili. C’è chi si è confuso (Virginia) scambiando il cestino degli scarti con quello delle cose da salvare, chi ha fatto male i conti e si è trovato senza cucchiai (Anna) Un gran casino che però non ha lasciato morti sul campo. Ne ha lasciati parecchi, invece, l’Invention test: pane e cioccolato. Metà squadra doveva usarli per realizzare un piatto salato, l’altra metà per un piatto dolce. Tutto facile? Macché. Una strage. Tiziana, detta “la Cenerentola di Positano”, presenta una via di mezzo tra un tiramisù e un profiterol con melanzane (anzi, “melenzane”, come detto più volte, e ce ne siamo accorti) che Barbieri bolla come “mapazzone”: insulto peggiore, per lui, non esiste. A casa senza rimpianti e senza troppe recriminazioni. La prova in esterna è stata molto interessante perché ha delineato le dinamiche interne al gruppo. Intanto Gloria, l’operaia carnica, non è la roccia che sembrava essere. Messa al comando, ha fatto flop, sempre in balìa degli eventi. Insicuro anche Samuele, l’altro capo squadra. Sta emergendo Guido (che ha vinto la Mystery) e che ha di fatto realizzato il menù dei blu, vittoriosi per 45 voti a 15. Da notare che quest’anno le esterne hanno sempre risultati eclatanti, mai successi e sconfitte sul filo.

 

Pressure dedicato ai fritti dopo una prima scrematura a duello (Valeria contro Gloria) che aveva a tema la realizzazione del tortellino perfetto. Perfetto per Bruno Barbieri, giudice unico e supremo. Ha vinto Valeria, salita in balconata con alcuni compagni. Per Gloria supplizio fino alla fine con quattro tipi diversi di fritture. Salve lei e Virginia, i peggiori sono risultati Alessandro e Gerry. Il primo ha presentato un cervello crudo, il secondo ha fritto le rane dimenticandosi di disossarle. Errore fatale e terribile. Il cowboy lombardo, espertissimo di carni, è inesorabilmente andato incontro al suo tramonto.

Mahatma

Mahatma

E' nato al nord (non serve dire dove né quando, anche perché sono informazioni buone per necrologi e che poco interessano il lettore più o meno interessato). Si considera maturo quanto a età, meno a dotazione intellettuale. Non se ne cruccia, sapendo che la capacità d'elaborazione mentale in codesto mondo non deve essere per forza alta (d'altronde Hegel e Kafka non sono più bestseller da qualche decennio). Segue lo sport in generale a eccezione delle bocce, del sumo e del golf, che considera una delle più grandi sciagure capitate all'umanità, quasi quanto lo sport trasmesso sulle reti Rai. (ne parla sovente su questo giornale) Appassionato di cucina televisiva, ama le pentole che si vedono a MasterChef (delle cui puntate cura periodicamente le recensioni sempre su questo giornale) e soprattutto la relativa dispensa. Ricorda con rimpianto la tv del cane di Paolo Limiti, Floradora.

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