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Ecco i venti finalisti di MasterChef, ora si fa davvero sul serio

Formata la classe, il livello sembra medio-alto, anche se c'è chi presenta un dolce dimenticandosi di mettere lo zucchero. Ultimo round di eliminazioni con sfide uno contro l'altro (bella mossa per variare il solito copione)

Mahatma

25 Gennaio 2019 alle 09:34

Ecco i venti finalisti di MasterChef, ora si fa davvero sul serio

Masterchef è in onda ogni giovedì alle 21.15 su SkyUno (foto Sky)

Roma. Uno contro l’altro per aggiudicarsi un grembiule bianco. Ci voleva, dopo sette anni, qualcosa di nuovo per far fronte al tedio delle prime puntate tradizionalmente riservate alle selezioni. Vedere gli aspiranti chef combattere da subito col fattore tempo e con la creatività fa sì che anche noi, telespettatori un po’ assuefatti al solito rito culinario, riusciamo a seguire con attenzione il susseguirsi degli eventi. Si conoscono i concorrenti e, cosa più importante, si è già in grado di stabilire se faranno (o no) strada. Si può confermare quanto scritto una settimana fa, e cioè che il livello è (finalmente) medio-alto e c’è già gente in grado di impiattare un’insalata gourmet (perché quest’anno uno degli obiettivi è abolire le cosiddette insalatone, rifugio estivo di tanti di noi). Pochissimo spazio al trash e rarissimi i casi umani, dove per caso umano s’intende uomo o donna con storie strappalacrime che poco o nulla c’entrano con lo spadellare quotidiano e che avevano invaso, fino allo sfinimento, le ultime edizioni. Altra indubbia nota di merito di questo MasterChef numero otto (in onda ogni giovedì alle 21.15 su Sky Uno). I giudici scherzano il giusto, recitano poco, e fanno quello per cui sono pagati: giudicano il piatto. Certo, ogni tanto c’è spazio per gli aforismi di Joe Bastianich – “la vita è come l’insalata, piena di insetti” – o per le storie di Bruno Barbieri – “se il pene del polipo è troppo corto, rischia di morire perché la polipa potrebbe stritolarlo e mangiarlo” – ma sono dolci facezie in un contesto ben più serio con poche divagazioni.

 

I concorrenti sanno quel che i giudici vogliono, e dopo sette edizioni sarebbe strano non fosse così. Evitano allora di presentare mapazzoni o piatti ospedalieri. Giocano con "le cromaticità" per far contento chef Locatelli anche se poi cadono sulla parmigiana, che a quanto pare nessuno sa fare come vuole Cannavacciuolo. Neanche la simpatica ultrasettantenne Anna, che prevediamo uscirà a breve nonostante porti un tocco di allegria in un contesto di tensione emotiva comunque giustificata. Niente da fare, invece, per l'ex seminarista haitiano – "Ma te ne sei andato tu dal seminario o ti hanno buttato fuori?", chiede Bastianich. "Mi hanno buttato fuori", risponde subito lui – ed è un peccato perché il tocco creolo ci sarebbe stato bene in un'edizione molto improntata all'esaltazione della tradizione e del territorio.

 

Qualcuno, però, cade in modo tremendo. Non siamo ancora al lancio dei piatti da parte di Bastianich, ma ci siamo andati vicini. Prima con la concorrente che presenta un piatto di carne contornato da panna da cucina – i giudici hanno sospirato e strabuzzato gli occhi prima di scartarla – poi con la ragazza che ha preparato un dolce stupendo alla vista ma dimenticandosi di mettere lo zucchero. "Nessuno, nel corso della tua vita, ti ha detto che un dolce si chiama dolce perché ci va lo zucchero?", ha retoricamente domandato Barbieri. La risposta è stata una sorta di "Ops" risultato fatale.

Mahatma

Mahatma

E' nato al nord (non serve dire dove né quando, anche perché sono informazioni buone per necrologi e che poco interessano il lettore più o meno interessato). Si considera maturo quanto a età, meno a dotazione intellettuale. Non se ne cruccia, sapendo che la capacità d'elaborazione mentale in codesto mondo non deve essere per forza alta (d'altronde Hegel e Kafka non sono più bestseller da qualche decennio). Segue lo sport in generale a eccezione delle bocce, del sumo e del golf, che considera una delle più grandi sciagure capitate all'umanità, quasi quanto lo sport trasmesso sulle reti Rai. (ne parla sovente su questo giornale) Appassionato di cucina televisiva, ama le pentole che si vedono a MasterChef (delle cui puntate cura periodicamente le recensioni sempre su questo giornale) e soprattutto la relativa dispensa. Ricorda con rimpianto la tv del cane di Paolo Limiti, Floradora.

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