Elogio della scorrettezza

Guardate i Simpson e guardate come demoliscono puntata dopo puntata il politically correct. Non solo non si pentono, ma delle loro bravate vanno pure fieri. E’ il segreto del loro successo

16 Aprile 2018 alle 10:31

Elogio della scorrettezza

Apu e Bart Simpson

Si fa prima a trovare qualcosa che non offenda. Nei “Simpson” abbiamo visto maestre ubriacone, psicoterapeuti che fanno terapia familiare assegnando a papà, mamma e bambini un bastone-teaser con la scossa, documentaristi britannici che hanno la puzza sotto il naso, giudici forcaioli, americani white trash che sperano di uscire dalla povertà con una moneta diversa dal dollaro, rabbini con figli clown, italiani con ristorante tipico e clienti mafiosi, locali per gay poco attraenti (i gay, non i locali). E ancora:...

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Commenti all'articolo

  • perturbabile

    16 Aprile 2018 - 23:11

    Il Suo articolo è densissimo e, seguendo Lupimor, va letto e riletto riga per riga. Mi ha fatto venire in mente il libro che da bambino mi veniva letto prima di dormire. Si chiamava 'I racconti di Nonno Proverbio' e consisteva in storie, ad intento educativo, costruite attorno un proverbio. Per esempio, 'Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te' parlava di un ragazzino che per gioco, con una fionda, aveva accecato un uccello e che da grande, andato in guerra, fu colpito agli occhi e perse la vista. Fine della storia. Seguivano Pater Ave e Gloria, Credo e Salve Regina ('Come, avvocata?') e, per finire, l'Eterno riposo. La tata andava nel suo letto, il bambino chiudeva gli occhi, sereno.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    16 Aprile 2018 - 17:05

    Cara Mariarosa Mancuso: gustosissimo. Ma lo sa,vero, che solo una piccola minoranza riesce a collegare, a interfacciare, a assemblare e comprendere quello che ha, sfumature incluse, così ben descritto? A me pare che l’alfabetizzazione di massa abbia fatto nascere il più grande imbecille del mondo: la massificazione del non pensiero. E’ molto più semplice, comodo affogarci dentro che far le pulci ai comici che non fanno ridere. Iam tunc, pulcherrima tempora currunt.

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