Viva Lenny Bruce

Comico maltrattato e padre di tutti gli scorrettismi politici, così lontano da chi ce l’ha con i “negher”

8 Giugno 2018 alle 06:00

Viva Lenny Bruce

Lenny Bruce durante il suo arresto nel 1961 (foto via Wikipedia)

L’ultima volta lo abbiamo visto in “La fantastica signora Maisel”, sconsigliava il lavoro del comico: “Non dovrebbe esistere, come il cancro e Dio. Preferirei lavare i panni del Ku Klux Klan, ritrarre bambini storpi, lavorare al mattatoio, ma altro non so fare per campare”. Mrs Maisel, elegante signora dell’Upper West Side che si scopre un talento da cabarettista raccontando come e perché il marito l’ha lasciata, non si scoraggia. Si incontrano alla stazione di polizia dell’8° distretto. Lei aveva mostrato...

Accedi per continuare a leggere

Se hai un abbonamento, ACCEDI.

Altrimenti, scopri l'abbonamento su misura per te tra le nostre soluzioni.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • gaetano.tursi@virgilio.it

    gaetano.tursi

    08 Giugno 2018 - 16:04

    “Non c’è nulla di più distante da Lenny Bruce del reddito di cittadinanza e dei “negher” da rimandare in Africa” scrive oggi la brava Mariarosa Mancuso citando un “copyright Giuliano Ferrara”. E invece no: ancora più distante, infatti, è ciò che separa l’idea di “popolo” del PD (ma non solo), dal popolo… “vero”. Quello che del profluvio di diritti da mainstream non solo non sa che farsene, ma neppure mai li ha chiesti. E che al PD (ma non solo) continuano pervicacemente a scambiare con “la piazza” che “sabato 9 giugno” popolerà “i tanti appuntamenti organizzati in tutta Italia dall’onda pride” (Copyright Martina&Orfina).

    Report

    Rispondi

Servizi