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La fame di Google

Dati di tutti i tipi, da divorare in ogni modo. Gli ultimi (preziosissimi) sono quelli sanitari, in America

14 Gennaio 2020 alle 09:59

La fame di Google

Uffici Google a Londra (foto LaPresse)

Milano. Google ha fame di dati. È una fame atavica, insaziabile, che vuole inghiottire tutto. Si dice che i dati sono il nuovo petrolio, ma per Google sono come i popcorn: quando hai cominciato a mangiarne non riesci a smettere. Google incamera dati a ogni momento. Il motore di ricerca è ancora uno dei più grandi generatori di dati al mondo, ogni domanda posta a Google significa dati preziosi sulle preferenze degli utenti, sulle loro paure (li cercate i sintomi...

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Eugenio Cau

Eugenio Cau

E’ nato a Bologna, si è laureato in Storia, fa parte della redazione del Foglio a Milano. Ha vissuto un periodo in Messico, dove ha deciso di fare il giornalista. E’ un ottimista tecnologico. Per il Foglio cura Silicio, una newsletter settimanale a tema tech, e il Foglio Innovazione, un inserto mensile in cui si parla di tecnologia e progresso. Ha una passione per la Cina e vorrebbe imparare il mandarino.

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