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Facebook è immortale

Gli utenti si disaffezionano ma Zuck continua a fare soldi a palate

2 Febbraio 2018 alle 06:10

Facebook è immortale

Mark Zuckerberg (foto via Wikimedia Commons)

Ieri, con un annuncio piuttosto atteso, Facebook ha presentato i peggiori risultati trimestrali della storia recente della compagnia. I suoi utenti negli Stati Uniti e in Canada, mercato fondamentale, sono calati di un milione. In tutto, nell’ultimo trimestre la gente ha speso 50 milioni di ore in meno sul social network, e il dato è preoccupante perché il modello di business di Facebook si fonda sul tenere le pupille degli utenti fisse sulle sue pagine. Per un’azienda normale, questi dati sarebbero il segnale di un problema strutturale e un indicatore di certo declino economico, conseguenza della crisi terribile della post verità e della perdita di fiducia dei cittadini nella Silicon Valley. Non per Facebook. La creatura di Mark Zuckerberg ha battuto tutte le più rosee previsioni degli analisti, ha ottenuto un 48 per cento di crescita delle entrate e un 20 per cento di crescita dei profitti. C’è una contraddizione evidente: come è possibile che la gente si stia disaffezionando a Facebook e al tempo stesso Facebook continui a fare soldi a palate? Quartz ha scritto che Facebook è “intoccabile”. Noi aggiungiamo che è ormai indipendente dai suoi utenti. Facebook ha modelli di ricavi che ormai vanno oltre la semplice economia di scala. Dieci anni di accumulazione di dati di miliardi di persone nel mondo sono stati sufficienti per creare un modello di business che va avanti da solo: Zuckerberg non ha bisogno di soggetti da profilare, quando mezzo mondo si è già profilato da solo.

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