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Zaniolo non è Totti, Georgina non è una rovesciata

Maradona stoppa male un pallone e tutti urlano al miracolo. Forza Sheffield (non per lo United)

21 Settembre 2019 alle 06:00

Zaniolo non è Totti, Georgina non è una rovesciata

foto LaPresse

Povero Nicolò Zaniolo. Gli è bastato tornare a giocare bene una partita nella Roma dopo sei mesi e ha subito dato la stura a uno dei tic più tipici del giornalista sportivo medio italiano: il devastante e mortifero paragone con Francesco Totti. Due assist e un gol contro una squadra di passanti turchi dal nome impronunciabile sono bastati perché qualcuno andasse a ripescare chi è stato l’ultimo romanista a fare due passaggi vincenti in una partita di Europa League: il Pupone, ovviamente. I dati nel calcio raccontano il passato e permettono di manipolare il presente secondo quello che si vuole raccontare, ma dicono poco del futuro (la storia delle statistiche è piena di ragazzini finiti in Serie D che avevano iniziato con un gol all’esordio in Serie A). Tranquilli, appena Zaniolo tornerà a giocare partite anonime si potrà dare la colpa alle scarse ambizioni della società o all’ambiente romano, tutta roba già vista.

 

L’altro giorno Maradona ha finalmente esordito sulla panchina del Gimnasia. A un certo punto, mentre seguiva le azioni vicino alla linea laterale, un pallone è finito dalle sue parti: El Pibe ha fatto un passo per fermarlo e lo ha toccato, rimandandolo in campo proprio mentre arrivava Dario Cvitanich, attaccante del Racing Avellaneda. La palla è passata in mezzo alle gambe del giocatore, e sui siti dei giornali sportivi è stato un florilegio di “Diego fenomeno per sempre”, “la classe non è acqua”, “tunnel rifilato a un avversario”. Lo capisco, senza esagerazioni non ci sono né divertimento né notizia, ma a tutto c’è un limite: pochi giorni fa Cristiano Ronaldo ha detto che il suo gol in rovesciata alla Juve è stato bello, sì, ma niente di che rispetto a ben altre acrobazie con Georgina.

 

In attesa che le femministe se ne accorgano e gli diano del sessista machista tossico che parla di figa in mezzo a un discorso sul calcio, brindo a Maxi Lopez, da poco tornato in Italia per giocare nel Crotone (pensavo avesse smesso anni fa, così come Berbatov, che invece ha annunciato il suo ritiro questa settimana dopo avere giocato per una stagione nella Indian Super League: una grigliata di carne al ristorante vegano, per capirci). Il biondo ossigenato argentino sta consumando da anni la sua fredda vendetta nei confronti dell’ex compagno di squadra alla Sampdoria, Mauro Icardi, che qualche anno fa gli ha portato via la moglie, Wanda Nara, per ritrovarsela come ingombrante procuratrice: oggi Maxi sta con la modella svedese Daniela Christiansson e si diverte a far bullizzare Icardi dagli argentini nello spogliatoio del Paris Saint-Germain: secondo L’Equipe Paredes e Di Maria starebbero isolando l’ex capitano dell’Inter su ordine di Leo Messi, amico di Maxi Lopez. Dispiace per le progressiste, purtroppo il mondo è ancora conservatore e gira attorno alla solita vecchia cosa. Parlo da testimone oculare, essendo di Sheffield: qui qualche tempo fa le femministe hanno fatto un casino (telecamere nascoste e denunce alle autorità) per far chiudere uno strip club e liberare le povere spogliarelliste sfruttate. Spogliarelliste che sono scese in piazza e hanno difeso il proprio lavoro chiedendo l’immediata riapertura del locale. Al comune non ci hanno pensato due volte, hanno revocato la chiusura e probabilmente chiesto uno sconto per gli spettacoli. A Sheffield probabilmente non vedremo mai gesti tecnici come la rovesciata di CR7 ma, come lui insegna, sappiamo accontentarci anche noi.

Jack O'Malley

Jack O'Malley nasce a Sheffield quando lo United era in seconda divisione. Dopo un'infanzia felice trascorsa nel cottage di famiglia nello Yorkshire, si trasferisce nella capitale per iniziare una lunga carriera in tutti i settori del giornalismo, fino ad approdare – dopo una parentesi di dieci anni in Italia – all'argomento che più ama: la Premier League. Adora il tè delle cinque, le passeggiate col suo setter nella calma di Hyde Park e non disdegna un buon bicchiere di brandy. Pensa che non ci sia nulla di più bello di Londra avvolta dalla nebbia o sotto la pioggia. Uomo dallo spiccato sense of humour, per il Foglio scrive ogni martedì di calcio inglese nella rubrica "That win the best", titolo che non lo entusiasmava finché dalla redazione non gli hanno spiegato che era la citazione di un film italiano. E' su twitter.

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