Biglietti dello stadio troppo cari? Il calcio si interroga, ma i club ignorano le proteste

I tifosi europei accusano le società di far pagare troppo un posto in tribuna per le partite. Gli ultras ricordano "che i club hanno anche una funzione sociale e la politica dei rincari è contraria a questi principi”, ma c'è chi è disposto a pagare anche oltre duemila euro per un posto al Bernabeu. Analisi numeri alla mano.
Biglietti dello stadio troppo cari? Il calcio si interroga, ma i club ignorano le proteste

“Sessantaquattro sterline a biglietto, ma senza tifosi il calcio non vale un penny”, recitava lo striscione dei fan del Bayern Monaco esposto all’Emirates lo scorso 20 ottobre, tra gli applausi di quelli dell’Arsenal, all’inizio della sfida di Champions League. I tifosi tedeschi sono poi entrati con cinque minuti di ritardo per protestare contro il caro biglietti: per quella partita 73 sterline (100 euro) comprese le tasse e le spese di spedizione. I supporter di Lewandowski e compagni hanno spiegato sulla propria pagina Facebook che questi prezzi impediscono di fatto l’accesso allo stadio ai giovani e alle persone socialmente svantaggiate: “Con la nostra protesta vogliamo ricordare che i club hanno anche una funzione sociale e la politica dei rincari è contraria a questi principi”. Per l’ultimo Real Madrid-Barcellona un argentino ha pagato 2.951 euro per vedere il Clasico, mentre secondo alcuni siti ci sono tifosi che sarebbero disposti a pagarne oltre 2.600 pur di sedere nella Tribuna VIP del Santiago Bernabeu: non saranno principi ma sicuramente c’è tanta incosciente passione che spinge a spendere cifre incredibili pur di assistere a una partita di calcio.

 

In Europa l’abbonamento più caro è quello del Psg (2.832 euro), seguito dall’Arsenal (2.697), Tottenham Hotspur (2.539) e Inter (2.220 – fonte BBC). Solo 823 euro per il Barcellona e 1.750 per il Real Madrid, con i catalani che hanno pure abbonamenti da 99 euro, mentre quello più economico dei madridisti vale 223. La Juventus oscilla tra 1.500 e 430, la Roma 1.360 e 269, il Milan 2.106 e 210. Dopo i blaugrana, con 369 euro (23 quello che costa di meno), i biglietti più cari insieme a quelli del Psg (250) sono in serie A: 305 l’Inter (35), 215 il Milan (20), 200 la Roma (25). La Juventus va da 140 a 25 euro. Mentre si può vedere l’Anderlecht anche con soli 5 euro, 9 per il Benfica, 17 il Borussia Dortmund. Per il Chelsea allo Stamford Bridge invece ci vogliono come minimo 70 euro. Sono cifre importanti, così come i ricavi da stadio, in Premier League nel 2014 hanno raggiunto i 685 milioni di euro, in Bundesliga 474, in Liga 390, in serie A 196 e in Francia 158. Tra i primi dieci club per incassi non ci sono italiani, la metà sono inglesi, due tedeschi, insieme con Psg, Barcellona e Real Madrid primo con 121 milioni di euro.

 

La Football Supporters’ Federation è l’organizzazione che difende i diritti dei tifosi, in Inghilterra e Galles. Nel 2013 ha lanciato la campagna Twenty’s Plenty for Away Tickets, biglietti da 20 euro per tutti i fan che vanno in trasferta di fronte al continuo rincaro dei prezzi nella Premier League. Molte le proteste pacifiche dei tifosi di varie squadre, che però non hanno sortito alcun effetto. Le società sono per lo più governate da stranieri come lo statunitense Stan Kroenke, azionista di maggioranza dell’Arsenal che ha staccato un bonus da 4 milioni di euro, mentre il magnate uzbeko Alisher Usmanov, l’altro uomo forte del club, ha un patrimonio stimato in 17 miliardi di euro. La Premier League ha introdotto un fondo di 12 milioni di sterline per cercare di ridurre il prezzo dei biglietti delle partite in trasferta e quello del viaggio, ma per questi ogni società ne ha investite solo 200.000, cifra che stride con il contratto miliardario che i club inglesi hanno firmato per i diritti televisivi.

 

[**Video_box_2**]Richard Scudamore, ad della Premier League, ha dichiarato che non intende intervenire nella politica dei prezzi decisa dai club, i quali addirittura considerano troppo a buon mercato quelli dei biglietti per i tifosi in trasferta. Dalla prossima stagione, ha promesso comunque Scudamore, cercheranno di fare più pressione sulle società perché andare allo stadio non diventi sempre più proibitivo. La politica dei prezzi, comunque, è iniziata dopo la strage di Hillsborough, è stato uno dei modi per vietare lo stadio agli hooligans. In Inghilterra se lo possono permettere, grazie agli stadi, all’atmosfera e all’intensità delle partite che superano di gran lunga lo spettacolo tecnico, fenomeni che si alimentano a vicenda, sicurezza, stadi modello, crescita economica e dei prezzi dei tagliandi. Ma la fronda che in tutta Europa sta nascendo contro i rincari è qualcosa di più, è lo scontro generazionale (ideologico?) tra chi vorrebbe riportare il calcio sulla terra, posti in piedi nelle curve, rapporto più umano con i calciatori, e chi invece pensa che i tifosi siano solamente clienti da sfruttare, consapevoli che il business nel football è una tendenza impossibile da arrestare.

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