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La Firenze di Giovanni Papini, senza forestieri, cerca idee e soldi

Senza turisti, senza studenti americani, i fiorentini si ritrovano soli (in periferia e non in centro). Da dove ripartire?

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allegranti@ilfoglio.it

30 Maggio 2020 alle 07:13

La Firenze di Giovanni Papini, senza forestieri, cerca idee e soldi

LaPresse

I torpedoni sui lungarni, stracarichi di turisti arrivati a consumare la Disneyland di un solo giorno, sono spariti. Il centro è vuoto, i fiorentini sono appena poco fuori, alle Cascine, piene come mai prima (o forse è solo il contrasto a fare la differenza), oppure in periferia. Negli alberghi non c’è nessuno. Nella trafficatissima via Panzani, mancano trolley e pendolari. A maggio sono state cancellate le prenotazioni del 99 per cento degli hotel della città metropolitana, a giugno il 91...

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David Allegranti

David Allegranti, fiorentino, 1984. Al Foglio si occupa di politica. In redazione dal 2016. È diventato giornalista professionista al Corriere Fiorentino. Ha scritto per Vanity Fair e per Panorama. Ha lavorato in tv, a Gazebo (RaiTre) e La Gabbia (La7). Ha scritto cinque libri: Matteo Renzi, il rottamatore del Pd (2011, Vallecchi), The Boy (2014, Marsilio), Siena Brucia (2015, Laterza), Matteo Le Pen (2016, Fandango), Come si diventa leghisti (2019, Utet). Interista. Premio Ghinetti giovani 2012. Nel 2020 ha vinto il premio Biagio Agnes categoria Under 40. Su Twitter è @davidallegranti.

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Commenti all'articolo

  • stellastai

    30 Maggio 2020 - 22:09

    Devono veramente ripensare al loro modo di vivere la città. Le ultime volte che ci sono tornata era allucinante, il luna park dei ragazzetti americani che si comportano come fosse casa loro. Da far rivoltare nella tomba Lorenzo il Magnifico.

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  • oliolà

    30 Maggio 2020 - 19:29

    Il covid 19 il suo dovere lo ha fatto e lo sta ancora facendo ma questa è gente di dura cervice. E' come dire agli ex paesi del terzo mondo, o ancora tali, di non inquinare. Se Firenze, a sentire Papini, è da più di un secolo che campa sul tourbillon, volerla riportare, perlomeno, ai tempi del grand tour, e a una sedia davanti a Botticelli, mi sembra passatista.

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