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C'eravamo tanto amate. Asia e Rose dal MeToo agli avvocati

Argento sceglie le vie legali contro McGowan l'amica con la quale, fino a pochi mesi fa, condivideva la “battaglia anti-porco”

19 Settembre 2018 alle 16:42

C'eravamo tanto amate. Asia e Rose dal MeToo agli avvocati

Asia Argento e Rose McGowan

Signori, a voler sceneggiare le ultime da Asia Argento e Rose McGowan, le due amiche geniali del #MeToo, verrebbe fuori uno strepitoso Carnage, ambientato non in un salotto altoborghese ma nella stanza del preside di un liceo (classico, naturalmente, chè mica teneva ragione Michele Serra). Ma accontentiamoci della realtà. Lunedì scorso, Argento ha ripreso Twitter (nelle ultime settimane aveva dato un taglio, a parte qualche retweet di X Factor) e ha inviato un primo ammonimento a Rose McGowan: “Cara Rose, è con sincero rammarico che ti concedo 24 ore per ritrattare e scusarti per le orrende bugie che hai scritto su di me il 27 agosto”. Altrimenti mi arrabbio? No, signori. Altrimenti “prenderò provvedimenti legali”. Un mondo di adolescenti over quaranta e giudici di pace, un pianeta Italia. 

 

 

McGowan se n'è rimasta zitta, così trascorse le 24 ore, Argento ha annunciato di aver affidato la faccenda a un avvocato, già a caccia di estremi per portare lei e la sua fidanzata in tribunale con l'accusa di frode, coercizione, inganno e diffamazione. Nessuna replica, almeno per ora. 

 

  

Ricorderete che, a fine agosto, è venuto fuori che, nel 2013, Asia Argento, allora trentasettenne, era finita a letto con uno stronzetto allora diciassettenne, tale Jimmy Bennett, uno di quelli a cui negli anni Novanta non avremmo dato una chance neppure a Meteore, al fianco del quale aveva recitato in Ingannevole è il cuore più di ogni altra cosa (2004). Essendo la liaison pornographique avvenuta in California, dove il sesso tra maggiorenni e minorenni è reato, lo stronzetto aveva di recente preso a ricattarla, annusando l'affare, e Argento aveva finito con il corrispondergli 380 mila dollari pur di farlo tacere.

 

Argento ha negato tutto, poi ha negato solo che ci sia stato del sesso, ma poi ha ammesso i pagamenti (su consiglio del fidanzato Bourdain, che la esortava a liberarsi di quel ricattatore per ritrovare un po' di serenità). Effetti: molto sostegno dai giornali italiani (vede, Asia, a cosa porta la giustizia dei cancelletti?); quasi nessuno da quelli statunitensi (Argento non è il #MeToo! Si vada avanti senza di lei); X Factor la elimina dal programma; McGowan si dice, su Twitter, assai dispiaciuta e quella che, fino a poco prima, aveva chiamato sorella, diventa un elefante in salotto di cui liberarsi il prima possibile, una con cui “ho solo condiviso il dolore per aver subito molestie da Weinstein”.

 

Secondo tempo. Diventano pubblici dei messaggi che Argento scrive a Rain Dove, fidanzata di Rose McGowan: è la stessa Asia, in quelle conversazioni, a dire di aver fatto sesso con Bennett. Poco dopo, si scopre che quei messaggi sono arrivati alla polizia grazie a Rain Dove. Il 27 agosto, McGowan usa Twitter per dire al mondo che Asia Argento è una minaccia per il movimento #MeToo e le consiglia di diventare migliore, di essere la persona che lei avrebbe voluto fosse Weinstein. Asia Argento si rivolge allo studio legale londinese che difese Lady Diana nel divorzio dal principe Carlo. Il 4 settembre, uno dei suoi nuovi avvocati fa sapere che presto verrà dimostrato che fu Bennet a violentare Asia. 

Vi siete persi? E cosa l'avete guardato a fare Beautiful se siete così poco allenati ai corsi e ricorsi della vendetta personale? 

Asia Argento ha scoperto troppo tardi e a sue spese che la giustizia si fa in tribunale. E qualsiasi sentenza in suo favore non le darà vittoria, né pace: non solo perché contro di lei ci sono due abili fabbricatrici di mostri più un movimento che chiama contraddizioni e/o reati le complicazioni della realtà, ma pure perché non c'è modo, ormai, di opporsi alla giustizia privata degli hashtag pubblici con quella civile. 

Senza rendersene conto, Asia Argento sta tentando di portare a processo, anche se ancora con i toni del Far West (ti concedo 24 minuti per rimediare) e della querelle televisiva (sennò ti querelo!), tutto quello che ha contribuito a creare. Il suo più grande mostro. 

E perderà, anche e soprattutto se dovesse vincerlo, quel processo (ammesso che riesca a farne istruire uno). 

 

Bennett, il ragazzetto dello scandalo, sarà ospite di Massimo Giletti, il prossimo 23 settembre, a L'Arena. La rivincita di quelli che neanche a Meteore: ma questo è un altro capitolo, lo scriveremo domani. 

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