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Più di centotrenta studiosi contro le pseudoscienze al Politecnico

L’ateneo milanese ospita e organizza un convegno sulla biodinamica. Docenti e ricercatori consegnano una petizione al rettore: “Ci imbarazza profondamente che un'istituzione di prestigio dia credito a realtà antiscientifiche”

14 Novembre 2018 alle 17:22

Più di centotrenta studiosi contro le pseudoscienze al Politecnico

Produzione di “cornoletame” nel vigneto Granton in Australia (foto di Stefano Lubiana via Flickr)

Come scritto su queste colonne e come denunciato anche alla Festa dell’Ottimismo del Foglio, lo scorso 27 ottobre, dalla farmacologa e senatrice a vita Elena Cattaneo, il Politecnico di Milano, cuore pulsante dello sviluppo tecnico scientifico del paese, il 16 e 17 novembre ospiterà, partecipandovi, il “35° Convegno internazionale di agricoltura biodinamica”. Ovvero quella pratica agricolo-esoterica teorizzata un secolo fa dal filosofo Rudolf Steiner che, senza alcun fondamento scientifico, ritiene di poter fertilizzare i campi attraverso i raggi cosmici catturati dai corni di vacca riempiti di letame. 

 

Cattaneo ha scritto una lettera al rettore del Politecnico: “E’ sorprendente e allarmante che in una sede scientifica così prestigiosa si scelga di ospitare, figurandovi come ‘in collaborazione’, un ‘convegno sulla biodinamica’, vale a dire una delle pratiche più antiscientifiche che esistano”. E ancora: “L’ateneo, i suoi ricercatori lo sanno? Concordano?”. Parrebbe di no, visto che molti docenti, ricercatori e studenti “che hanno scelto di dedicare con passione la loro esistenza alla ricerca scientifica” hanno deciso di firmare una petizione promossa dal professor Ezio Puppin, docente di Fisica del Politecnico. La lettera è stata sottoscritta da oltre – ad oggi – 134 docenti, di cui circa 125 del Politecnico, e consegnata ieri al rettore Ferruccio Resta. Per il momento, l'Università e il rettore hanno deciso di non commentare. Il sindaco di Milano Giuseppe Sala, che è stato invitato insieme al ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio, ha fatto sapere che non parteciperà.

   

Qui il link alla petizione

   

“L’università è in un certo senso vittima di questa situazione, è parte lesa per dabbenaggine”, aveva spiegato al Foglio Puppin. “Ma una della più importanti università tecniche in Europa non può permettersi che circolino cose del genere, perché poi lasciano traccia. Non possiamo permetterci di vedere affiancato il nostro nome al corno di vacca che accumula l’energia cosmica. Sentir dire per strada che il Politecnico è favorevole alla stregoneria è intollerabile”. 

      

Tra i firmatari, oltre ai 125 docenti del Politecnico, figurano alcune personalità esterne come Silvio Garattini dell'Istituto Mario Negri, Giovanni Dosi della Scuola Superiore Sant'Anna, Walter Ricciardi, presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Roberto Burioni dell'Università San Raffaele, Carlo Maria Croce dell'Ohio State University, Nicola Bellomo del Politecnico di Torino. “Il rischio maggiore è che il nome del Politecnico di Milano, una delle istituzioni scientifiche di maggiore prestigio europeo e mondiale, venga poi usato per dare credito a realtà che invece pongono la negazione della validità del metodo scientifico alla base della propria esistenza”, si spiega nell'appello. “Per questo motivo i sottoscrittori della lettera ritengono che il Politecnico debba assumere tempestivamente le iniziative più appropriate per evitare imbarazzanti commistioni con questa iniziativa, nella quale è rimasto coinvolto per leggerezza ma che, adesso che i termini della questione si sono definiti, non può più permettersi di ignorare. Questa richiesta non ha alcun intento censorio nei confronti del convegno ma si pone come unico obiettivo quello di evitare indebite legittimazioni istituzionali all’iniziativa. Va anche aggiunto che l'oggetto di questo convegno non rientra, se non per alcuni aspetti marginali, tra quelli che costituiscono il patrimonio culturale della nostra istituzione e quindi non si comprende perché dovremmo dare avallo istituzionale a una discussa iniziativa che oltretutto risulta estranea alla nostra sfera di competenze”.

Redazione

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