Politecnico biodinamico

Luciano Capone

L’ateneo milanese ospita convegni “esoterici”. Ma dopo la denuncia di Elena Cattaneo i prof. si ribellano

La denuncia era partita dal palco della Festa dell’Ottimismo del Foglio, lo scorso 27 ottobre. Parlando del rapporto conflittuale tra scienza e politica in Italia, la farmacologa e senatrice a vita Elena Cattaneo – che si è battuta contro la truffa del “metodo Stamina” – estese la questione anche al mondo accademico: “Allargo le braccia quando scopro che il Politecnico di Milano ospiterà un convegno sull’agricoltura biodinamica”. Ovvero quella pratica agricolo-esoterica teorizzata un secolo fa dal filosofo Rudolf Steiner che, senza alcun fondamento scientifico, ritiene di poter fertilizzare i campi attraverso i raggi cosmici catturati dai corni di vacca riempiti di letame. Qualche giorno dopo la festa del Foglio, Elena Cattaneo – da scienziata più che da senatrice – ha scritto una lettera al rettore del Politecnico: “E’ sorprendente e allarmante che in una sede scientifica così prestigiosa si scelga di ospitare, figurandovi come ‘in collaborazione’, un ‘convegno sulla biodinamica’, vale a dire una delle pratiche più antiscientifiche che esistano”. E ancora: “L’ateneo, i suoi ricercatori lo sanno? Concordano? Queste modalità non sono altro che la punta dell’iceberg di una galassia di persone e associazioni che utilizzando luoghi e loghi ufficiali compiono quotidianamente un’opera di ‘parassitismo istituzionale’”. In pratica queste varie associazioni di teorie “alternative” succhiano credibilità e autorevolezza dall’istituzione che le ospita.

      

La lettera della Cattaneo ha avuto un’ampia circolazione e ha creato un notevole imbarazzo tra i professori del Politecnico, che non erano a conoscenza del convegno nato, a quanto pare, grazie all’iniziativa e alle buone conoscenze di Giulia Maria Crespi, l’ex zarina del Corriere e portabandiera della galassia “biodinamica”. Nelle mailing list dei docenti sono iniziate a circolare mail sdegnate: “Non stiamo parlando di un confronto tra teorie scientifiche diverse. Stiamo parlando di associazioni – scrive un professore – che mirano al profitto utilizzando come veicolo pubblicitario le teorie più strampalate”.

 

Sono sempre di più i docenti che propongono di prendere una posizione pubblica, magari attraverso un appello che chieda l’annullamento dell’evento per tutelare il prestigio del Politecnico. “L’università è in un certo senso vittima di questa situazione, è parte lesa per dabbenaggine”, dice al Foglio Ezio Puppin, docente di Fisica del Politecnico. “Ma una della più importanti università tecniche in Europa non può permettersi che circolino cose del genere, perché poi lasciano traccia. Non possiamo permetterci di vedere affiancato il nostro nome al corno di vacca che accumula l’energia cosmica. Sentir dire per strada che il Politecnico è favorevole alla stregoneria è intollerabile”. Che fare? “Sono tanti i colleghi che ritengono giusto sollecitare il rettore a cancellare l’iniziativa, in modo da tirarci fuori da questa sgradevole situazione”. Poi pioverà l’accusa di censura. “Ma quale censura, si tratta di non dare spazio a cose che sono fuori dal campo del metodo scientifico – dice il prof. Puppin –. E se ci toccherà di sentirci dire che siamo la ‘scienza ufficiale’ che martirizza i liberi pensatori e i nuovi Galileo, non è la prima volta che capita. Ma sarebbe peggio se apparisse che il Politecnico avalla teorie del genere”.

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  • Luciano Capone
  • Cresciuto in Irpinia, a Savignano. Studi a Milano, Università Cattolica. Liberista per formazione, giornalista per deformazione. Al Foglio prima come lettore, poi collaboratore, infine redattore. Mi occupo principalmente di economia, ma anche di politica, inchieste, cultura, varie ed eventuali