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Redazione

Roche dona un farmaco da sperimentare contro il virus. Lezioni da una crisi

Contro Covid-19, la patologia respiratoria causata da questo nuovo coronavirus proveniente dalla Cina, non esistono cure. Lo sappiamo. Ma sono allo studio diverse linee di ricerca per trovare un vaccino, degli antivirali o una terapia farmacologica. Uno dei trattamenti attualmente in fase di sperimentazione viene anch’esso, come il virus, dalla Cina e riguarda un farmaco antinfiammatorio (tecnicamente un anticorpo monoclonale capace di bloccare il recettore dell’interleuchina 6). Si tratta, in sostanza, di un farmaco attualmente venduto e autorizzato principalmente contro l’artrite reumatoide, che però alcuni medici stanno utilizzando per mitigare alcuni sintomi legati a Covid-19 sulla base di alcuni dati preliminari emersi da uno studio indipendente cinese. Alcuni ricercatori cinesi hanno avviato la sperimentazione in un trial su 188 pazienti e, dopo le prime evidenze positive, è stato approvato fra i trattamenti ammessi in Cina per combattere la malattia. Anche in Italia, sulla scorta dell’esperienza cinese, il Tocilizumab (questo il nome del farmaco) è stato somministrato ad alcuni pazienti e a Napoli è stato osservato un miglioramento. La notizia positiva, oltre a questi risultati, è che la Roche (la multinazionale proprietaria della molecola) si è impegnata a fornire gratuitamente al ministero della Sanità e alle regioni il farmaco per tutto il periodo di emergenza. Attualmente i pazienti sotto questo trattamento sperimentale sono circa 300. Naturalmente non sappiamo se questo antinfiammatorio sia realmente efficace, la stessa azienda dice che non è indicato contro le polmoniti e non esiste ancora una terapia contro il coronavirus, ma c’è poco tempo per una vera sperimentazione. Oltre al farmaco, Roche ha donato 1 milione di euro per l’acquisto di materiale sanitario e messo a disposizione il suo personale specializzato per fare “volontariato delle competenze”, ovvero offrire supporto e informazioni ai cittadini in questa fase delicata. Anche chi in questa occasione ha trovato il modo per polemizzare con Big Pharma dovrebbe capire che da questa emergenza si esce tutti insieme.

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