Travaglio è un'opinione, il vaccino no

Perché l’Italia ha bisogno di vaccini obbligatori? Basta leggere il Fatto

23 Gennaio 2018 alle 06:11

Travaglio è un'opinione, il vaccino no

Marco Travaglio (foto LaPresse)

Ora che dichiara di non candidarsi con il Pd, forse Roberto Burioni non verrà più molestato da Marco Travaglio, uno che ormai si è convinto che i vaccini siano renziani. Il virologo del San Raffaele, diventato celebre per la sua lotta contro le cialtronate antivacciniste, giorni fa ha criticato il direttore del Fatto quotidiano: “Marco Travaglio ha detto in una intervista che il morbillo ‘era considerato un tagliando’. Marco Travaglio è nato nel 1964. Nel 1964, 242 bambini sotto i cinque anni sono stati uccisi dal morbillo. Sono 242 se io divento senatore, rimangono 242 se io mi candido con il Pd, non cambia il numero se lascio l’università e mi metto a fare il pittore”. Il messaggio di Burioni è stato rilanciato da Renzi. E Travaglio ha ribattuto dicendo che lui contesta il decreto Lorenzin non perché egli sia contrario ai vaccini, ma perché è contro all’obbligatorietà. Dieci vaccini obbligatori sono troppi, dice Travaglio, ne vanno bene quattro (ma perché quattro e non 3, 5 o zero?), “per le sei patologie in più erano meglio vaccinazioni non imposte dall’alto, ma suggerite da campagne d’informazione”. Giusto, è così che accade in altri paesi civili: se la gente è ben informata e si vaccina volontariamente, non c’è bisogno di alcun obbligo. Il problema è che negli altri paesi non ci sono così tanti arruffapopoli che diffondono pericolose bugie sui vaccini. Come fa il giornale di Travaglio. Se uno cerca un blog di un medico radiato dall’ordine per le sue teorie contro i vaccini dove lo trova? Sul Fatto quotidiano.

 

Quale giornale fa titoli in prima pagina sulla falsa correlazione tra vaccini e autismo? Quale giornale accosta i vaccini all’epilessia? E fa inchieste del tipo: “Tutto ciò che ci nascondono i padroni dei vaccini”? Quale giornale arriva a scrivere la legge Lorenzin è il frutto di un complotto americano, titolando: “Gli Usa scelsero l’Italia come cavia per la grande crociata sui vaccini”?. Quale giornale, con modalità peggiori del “metodo Boffo”, ravanando nelle fogne del web, getta schizzi di fango sul prof. Burioni, dicendo che il “guru amato da Renzi” è in una “lista di massoni online”? Quale giornale intasca soldi dalle pubblicità a pagamento di gruppi Free Vax in cui si sostiene la correlazione tra vaccini e autismo? Il Fatto. Sempre il Fatto. Sui vaccini l’informazione è preferibile all’obbligo. Ma se in Italia c’è bisogno dell’obbligo è anche perché ci sono giornalisti come Travaglio.

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