roma capoccia

Ama senza pace

Gianluca De Rosa

Audizione dell’amministratore unico Zaghis. “La città è più pulita”, dice. E ci mancherebbe

Roma. Per avere la città pulita a Roma ci voleva il coronavirus. Pulita, poi, a parole. Quelle dell’amministratore unico di Ama Stefano Zaghis che mercoledì è intervenuto nel corso di una seduta della commissione capitolina Ambiente. “Roma – ha detto serio e surreale – è risultata in queste cinque settimane estremamente pulita e curata”. E grazie al ca… direbbe il romano un po’ rozzo, volgare ma inappuntabile. Sul fronte rifiuti comunque il coronavirus ha avuto i suoi effetti positivi: stop ai lavori per la temutissima discarica e persino drastica diminuzione della monnezza prodotta. Addirittura quasi 300 tonnellate al giorno in meno, 2 mila in una settimana. Diceva ieri Zaghis: “La raccolta è in leggero calo: dalle 23.500 raccolte mediamente nei periodi normali a circa 21 mila. L’indifferenziata su base settimanale è calata da 18 mila tonnelate a 14 mila. Costanti invece i conferimenti di plastica, multimateriale e carta. Ai romani va fatto un grande plauso sull’organico, la raccolta di questa frazione è addirittura raddoppiata raggiungendo le 2 mila tonnellate”. Insomma, sembrerebbe che qualcuno per passare la quarantena abbia deciso di implementare finalmente in casa la raccolta differenziata, con grande attenzione, non c’è dubbio, agli scarti alimentari. Fin qui si sta nella parodia.

 

Purtroppo però, ci sono anche note più tristi e dolorose. Alcuni giorni fa un dipendente di Ama, il capo operaio dell’impianto di Rocca Cencia, è morto, ucciso dal Covid-19. Tra i lavoratori, inevitabilmente, si è sparsa grande preoccupazione. Anche perché, da giorni, i sindacati lamentavano la mancanza delle adeguate misure di protezioni. Una preoccupazione infondata secondo Zaghis che ieri spiegava sicuro: “Abbiamo messo a disposizione dpi a profusione: ai lavoratori sono state consegnate 160 mila mascherine e circa 220 mila paia di guanti. Abbiamo sanificato mezzi e siti dell’azienda. Nessuno è mai rimasto al lavoro senza le giuste precauzioni”. Persino le squadre di raccolta di Ama – spiegava l’au – sono state organizzate sempre con le stesse persone, in modo che “se uno dovesse risultare positivo, tutta la squadra verrebbe messa in quarantena e sostituita senza per questo fermare il servizio. Ragioniamo in modalità disaster recovery”, diceva. Alle pressanti richieste dei consiglieri di opposizione sul numero di contagi dentro Ama, però, l’amministratore della municipalizzata rispondeva parlando di altro o al massimo con un’alzata di spalle, “Bisogna chiedere alle Asl”. Risultato? Tutte le principali sigle sindacali hanno organizzato per lunedì 20 aprile un’intera giornata di sciopero.

  

Ah, del bilancio 2017 ancora nessuna traccia.

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