Chi si iscrive a filosofia lo fa solo per conservare lo stipendio ai professori

Camillo Langone

Per dovere morale nei confronti dei giovani mandati al massacro universitario insisto: bisogna far crollare le iscrizioni, affamare la Bestia Accademica

“I laureati in filosofia amano la cattività. Perché quel tipo di studio porta a non dover sgarrare per riuscire, ti forma nell’essenza a obbedire”. Così mi scrive una studentessa appunto di filosofia dopo che ho pregato i ragazzi di non iscriversi a filosofia se amano davvero la filosofia. Altri mi hanno scritto lamentando il boicottaggio, da parte di professori ordinariamente atei, di tesi su filosofi cristiani, oppure, da parte di professori ordinariamente nemici della patria, di tesi su filosofi italiani. Altri si sono detti pentiti per aver gettato gli anni migliori in studi umilianti, in facoltà dove si procede solo in virtù di allineamento ideologico e gergo autoreferenziale. Agamben dice che a causa dell’online pandemico le università stanno morendo e giustamente (“Giunte a tal punto di corruzione e di ignoranza specialistica che non è possibile rimpiangerle”). Io non sono così ottimista e insisto, per amore di Sophia e per dovere morale nei confronti dei giovani mandati al massacro universitario al solo scopo di conservare lo stipendio ai professori: non iscriversi a filosofia, sconsigliare vivamente amici e parenti che intendono iscriversi a filosofia, far crollare le iscrizioni a filosofia, affamare la Bestia Accademica.

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  • Camillo Langone
  • Vive a Parma. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "Eccellenti pittori. Gli artisti italiani di oggi da conoscere, ammirare e collezionare" (Marsilio).