La conferenza stampa

Conte a Bari: "Il M5s lascia la giunta Emiliano. Serve un'opera di disinfestazione"

"Non possiamo chiudere gli occhi. E' l'unico modo per dare un forte segnale rispetto a un andazzo che non riguarda solo Bari", dice l'ex premier

Ruggiero Montenegro

In pieno stile contiano si fa attendere oltre mezz'ora. Poi parte all'attacco. "Rinunciamo ai nostri ruoli di governo in Puglia, rinunciamo alle deleghe e agli incarichi per cambiare le cose. E' l'unico modo per dare un forte segnale rispetto a un andazzo che non riguarda solo Bari", annuncia Giuseppe Conte. Lancia bordate che rischiano di scavare un solco profondissimo, irrimediabile, con il Pd: "Serve un'opera di disinfestazione"; "Bisogna fare tabula rasa". Si spinge fino a evocare Mani pulite: "Non possiamo permettere che tornino certe logiche". Contestualmente i consiglieri grillini sono usciti dalla maggioranza, mentre Rosa Barone ha dato le dimissioni da assessore al Welfare.


Il leader del M5s parla da Bari, in conferenza stampa. Con lui ci sono anche il vicepresidente grillino Mario Turco e il coordinatore regionale della Puglia Leonardo Donno. Aveva annunciato una "rivoluzione per il tacco dello stivale" dopo le inchieste che hanno coinvolto il comune di Bari prima, e la giunta regionale poi. Ieri c'è stato l'arresto di Alfonso Pisicchio, ex assessore pugliese e vicino a Michele Emiliano, accusato di truffa e corruzione. Nelle scorse settimane si era dimessa Anita Maurodinoia, un altro assessore, anche lei indagata nell'ambito di una indagine per corruzione e voto di scambio.  Questa mattina inoltre è arrivata anche la sospensione del consiglio comunale di Triggiano da parte del prefetto di Bari, dopo le dimissioni di nove consiglieri comunali e dopo l'arresto nei giorni scorsi del sindaco Antonio Donatelli. 

Indagini "eloquenti", le definisce l'ex premier. E quindi: "Non possiamo fare sconti a nessuno, nemmeno a chi opera nel nostro stesso campo politico", prosegue Conte che poi lancia un protocollo per la legalità. "Per senso istituzionale lo sottoporrò a Emiliano subito dopo questa conferenza stampa" (Più tardi il governatore replicherà: "Un incontro positivo dal quale esco sereno e con buoni suggerimenti"). In un altro passaggio il fu avvocato del popolo dice anche che "non disconosciamo le ragioni politiche dell’alleanza con il presidente della Puglia”. Chissà.

Praticamente in tempo reale arrivano le dichiarazioni della dem Paola De Micheli, già candidata alle primarie del Pd, la prima a intervenire: "Conte non si deve permettere di parlare così del Pd e della nostra comunità. Ci sono indagini come ci sono purtroppo in altri partiti, queste indagini talvolta finiscono con condanne, altre con assoluzioni. Conte sta usando l’atteggiamento giustizialista peggiore di quanto fatto dal governo di centrodestra". 

"Fermiamoci un attimo e cerchiamo di capire quali sono le regole che contengono questi fenomeni. A cavalcare la tigre ci si rimane sopra", dice poco dopo Andrea Orlando, parlando a Radio Radicale. Per l'ex ministro dem "la questione fondamentale è quella di dare una riforma compiuta dei partiti. Il M5S, che era nato per rinnovare la politica, ha subito il più grande fenomeno trasformistico nella scorsa legislatura da quando esiste il Parlamento. Quasi metà dei loro parlamentari hanno cambiato casacca. Quindi trasformismo e cambio di schieramento. Se poi andiamo a vedere cosa fa una parte importante dei loro ex parlamentari vediamo che fanno i lobbisti".

Sullo sfondo resta la questione ancora aperta del candidato unitario del centrosinistra alle comunali di Bari. "Per quanto riguarda il M5S Michele Laforgia è confermato", ha detto Conte rispondendo alla domande dei giornalisti. In campo c'è pure Vito Leccese, sostenuto da Decaro, Emiliano e Schlein. Domenica 7 aprile i due avrebbero dovuto sfidarsi alle primarie, ma le inchieste e gli arresti dei giorni immediatamente precedenti hanno spinto il M5s a far saltare il banco. La giornata di oggi, inevitabilmente, rende ancora più complicata una sintesi. 

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