il passo indietro

Laforgia, candidato a Bari per il M5s, rinuncia a difendere Pisicchio, fedelissimo (arrestato) di Emiliano

Redazione

L'avvocato penalista, candidato alle elezioni comunali con il sostegno del M5s, rinuncia al mandato difensivo in favore dell'ex consigliere regionale Alfonso Pisicchio, arrestato per corruzione

Nuovo colpo di scena nella saga barese. Pochi minuti dopo la conferenza stampa tenuta da Giuseppe Conte a Bari, Michele Laforgia, il candidato alle elezioni comunali sostenuto dal Movimento 5 stelle, ha annunciato di aver rinunciato al mandato difensivo in favore di Alfonso Pisicchio, l’ex consigliere regionale – fedelissimo del governatore Michele Emiliano – arrestato ieri per truffa e corruzione. “In questo momento difficilissimo per Bari, Laforgia è l’unico candidato che possa rilanciare un governo della città che sia rispondente ai bisogni dei cittadini”, aveva dichiarato Conte in conferenza stampa.

"Nella mattinata odierna ho provveduto a rinunciare al mandato difensivo in favore di Alfonso Pisicchio allo scopo di evitare, anche a tutela dell’indagato, qualsiasi ulteriore speculazione sulla presunta – e inesistente – interferenza fra la mia attività professionale e il mio impegno civile e politico", afferma Laforgia in una nota stampa.

"Preciso, inoltre, - aggiunge Laforgia - che, ovviamente, non sapevo e non potevo sapere nulla dell’ordinanza custodiale applicata anche nei confronti di Alfonso Pisicchio, dal quale ero stato nominato difensore a seguito di una perquisizione eseguita nel lontano luglio 2020. Com’è noto, la legge non consente ai difensori di accedere a notizie coperte dal segreto istruttorio e men che meno di venire a conoscenza, in anticipo, della adozione e della imminente esecuzione di una misura cautelare. Quello che sapevo, e che era noto a tutti, compresi naturalmente gli indagati, gli organi istituzionali e l’opinione pubblica, è che potevano esservi nuovi arresti. avendone riferito – in modo più o meno dettagliato – gli organi di informazione, e che vi era da quasi quattro anni un procedimento pendente per gravi reati a carico di Pisicchio e altre persone".

"Colgo l’occasione - conclude la nota di Laforgia - per ribadire che il diritto di difesa è garantito dalla Costituzione e non può essere confuso con la connivenza con il delitto e con chi delinque. Nella mia lunga vita professionale ho difeso indagati e imputati, presunti innocenti sino a sentenza definitiva, non i reati dei quali erano accusati e che possono essere loro attribuiti solo al termine di un regolare processo. Proprio per questo, l’impegno civile e politico non è e non può essere ritenuto in contrasto con l’esercizio della professione di avvocato, che è espressione del principio di legalità: chi sostiene o insinua il contrario ignora le regole fondamentali dello Stato di diritto o è in malafede".