Roberto giachetti, Yulia Navalnaya - foto Ansa

L'intervista

"Yulia Navalnaya con noi alle Europee". L'appello di Roberto Giachetti che guarda al centro (e al Pd)

Nicolò Zambelli

"Italia Viva, Azione e +Europa sono gli unici che potrebbero ospitare il discorso politico e le battaglie di Navanly senza inquinamenti", dice il deputato renziano. Che propone di invitare la moglie del dissidente russo a candidarsi capolista per Renew Europe

"Ieri sera, mentre guardavo la piazza gremita di persone per commemorare la morte di Alexei Navalny mi sono posto due domande. Dove potrebbe continuare la battaglia che ora porta avanti la moglie Yulia Navalnaya? Dove potrebbero trovare casa i valori che lei vuole tenere vivi dopo la morte del marito? Un posto potrebbe essere all’interno della lista di Renew Europe". Lo dice al Foglio il deputato di Italia Viva Roberto Giachetti, che questa mattina sui social ha lanciato un’idea per le prossime elezioni europee: "Vorrei una lista unitaria per candidare Yulia Navalnaya come capolista a Milano e Roma", ha scritto su Twitter. Un’idea che è a tutti gli effetti un appello: "Ci ho riflettuto e considero il partito il luogo ideale dove la vedova Navalny e tutte le idee che rappresenta potrebbe stare senza alcun problema". Ma in che modo?

 

 

"Le nostre idee e i nostri valori (di Italia Viva, Azione e +Europa, ndr) sono in consonanza con la tradizione del lavoro che ha fatto Alexei" dice Giachetti, che al Foglio racconta i motivi che l’hanno spinto a lanciare questa proposta: "Ieri Yulia Navalnaya ha detto che con la morte del marito è come se una metà di se stessa fosse stata ammazzata. Ma allo stesso tempo ha anche detto che ora l’altra metà è pronta per continuare le battaglie portate avanti da Alexei. È sempre stata un passo indietro, ma ora che si sente pronta a ricevere il testimone dimostra una forza incredibile. Sarebbe un grandissimo valore aggiunto all’interno del nostro Parlamento europeo". L’iniziativa a livello pratico non è ancora stata definita. Restano perplessità date dal fatto che Navalnyaya non sia cittadina Ue: "Non mi sono ancora posto il problema di come si proseguirà, ma si tratta di un’iniziativa che indubbiamente andrà verificata". Ha sentito Matteo Renzi? "No, l'idea è mia. Però non credo che Renzi sia contrario", specifica Giachetti.
 

Resta il valore politico della questione: "Il segnale che io vorrei dare è semplice. Questa vicenda rappresenta una storia di ideali che noi vorremmo rappresentare in Europa. È tutto quello di cui noi abbiamo parlato e di cui parla Emma Bonino in continuazione. Sono questioni che non possono essere continuamente tarpate da beghe provinciali, francamente". Giachetti cita gli svariati "no", i distinguo, le tensioni e gli screzi, nonché tutte quelle divisioni che accompagnano la galassia centrista italiana. "Abbiamo la responsabilità di un progetto politico così grande che pensare di continuare a perdere tempo nelle piccole beghe più o meno personali è un fatto criminale dal punto di vista politico".
 

Si riferisce a Carlo Calenda? “Sì, ma non mi riferisco di certo a Emma Bonino, che giustamente chiede che venga fatta questa famosa 'lista di scopo'. Ecco. Io, personalmente, sono dell’idea che in questa lista ci debbano essere tutti al loro interno, senza che vengano posti dei veti inutili. Se effettivamente Navalnaya entrasse in questa lista, si tratterebbe di un progetto politico di grande valore che lascerebbe nell’oscurità tutte le vecchie tensioni". Uniti sotto il segno di Navalnaya, dunque.
 

"La vedova di Navalny rappresenta la continuità di un controcanto a un regime come quello di Putin e alla sua figura in Russia. Un principio che noi abbiamo sempre portato avanti. Noi, e sottolineo noi, siamo gli unici e i soli che potrebbero ospitare il discorso politico di Navanly senza inquinamenti. Non c’è un’altra forza politica che come noi non ha dubbi su armi all’Ucraina, Putin e la posizione occidentale dell’Italia anche in riferimento al medio oriente", dice ancora Giachetti.
 

Il deputato spiega l'iniziativa parlando di "senso di responsabilità" e rilancia sulla possibilità di correre insieme alle altre realtà di centro per le europee: "Mi interessa che le famiglie di +Europa, di Azione e di Italia Viva si uniscano". Ma non esclude nessuno e anzi apre anche al "popolo" del Partito democratico: "Pongo una semplice domanda: per il popolo del Pd è più attrattivo il progetto politico che presentiamo o quello che ha tentennamenti sul medio oriente o sull’Ucraina? Abbiamo in mano un’opportunità straordinaria che per miopia rischiamo a volte di buttare al vento. Stiamo rischiando di buttare via un’occasione straordinaria". Avanti con le adesioni, dunque.