Antonio Tajani con Julia Navalnyna - foto Ansa

Il meeting

Tajani incontra la vedova di Navalny: "Il governo italiano è al tuo fianco"

"La morte di Aleksej Navalnyj è una morte provocata direttamente o indirettamente dal sistema del Cremlino. Chiediamo di sapere la verità", ha detto il vicepremeir a margine del consiglio degli Affari europei a Bruxelles

"Siamo al fianco di Yulia Navalnaya. A Bruxelles le ho appena confermato che il governo italiano la sosterrà nella difesa dei valori di libertà e democrazia per cui suo marito Navalny ha lottato a costo della vita". Con un post su Twitter il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha reso noto i dettagli di un colloquio che è avvenuto a margine del consiglio europeo per gli Affari esteri a Bruxelles. Il vicepremier, dopo la riunione con tutti gli altri ministri degli Esteri dei ventisette, ha infatti incontrato la moglie dell'attivista russo Alexei Navalny, che si trovava lì dopo che lunedì l'alto rappresentante per la Politica estera dell'Ue Josep Borrell l'aveva invitata con lo scopo di "inviare un forte messaggio di sostegno ai combattenti per la libertà in Russia e onorare la memoria dell'attivista". Durante la seduta plenaria infatti è stato fatto un minuti di silenzio per il marito deceduto tre giorni fa. La donna in mattinata con un video sui social ha informato di voler continuare a portare avanti il lavoro fatto dal marito, deceduto in carcere in Siberia venerdì scorso. "Il suo messaggio è il messaggio di una donna che vuole continuare a battersi per difendere la libertà. Ha ribadito che la Russia non è Putin e che Putin non è la Russia".

   

    

"Le ho ribadito la vicinanza dell'Italia, del G7 e la condanna per ciò che accaduto a suo marito, vittima di una persecuzione ingiusta, detenuto in un gulag che ricorda i gulag dell'Unione Sovietica, in un regime carcerario simile a quello che c'era durante il regime sovietico", ha proseguito Tajani. "Le ho ribadito anche la richiesta che stiamo facendo per la liberazione di tutti i prigionieri politici, le ho ribadito che ci sono sanzioni economico e finanziarie contro personaggi legati al regime del Cremlino. Le ho anche ricordato che l'Italia, attraverso l'azione della Guardia di Finanza, è il Paese europeo che ha fatto più confische di beni a magnati russi. Siamo fortemente impegnati non contro la Russia, ma a difesa della libertà e della democrazia".

"La morte di Aleksei Navalny è una morte provocata direttamente o indirettamente dal sistema del Cremlino", ha sottolineato Tajani. "Si può uccidere una persona anche non uccidendola in quel momento, ma provocandone la morte con uno stato di detenzione che ha come conseguenza la morte, quindi un decesso più lento. Noi non lo sappiamo, vedremo. Chiediamo di sapere la verità. Vogliamo sapere come è morto Navalny. Le notizie che arrivano parlano di convulsioni, quindi può essere stato male, può essere stato bloccato, ma è tutto provocato da una detenzione ingiusta, con un regime carcerario che ricorda quella dell'Unione sovietica, dove la gente veniva messa nei gulag per farla sparire solo perché non erano comunisti", ha concluso.