I dem dopo Minniti

La linea confusa del Pd sull'immigrazione: fermare gli sbarchi? Boh

Gianluca De Rosa

Bonaccini critica il governo che non è in grado di fermare gli arrivi di migranti, ma per il partito di Schlein governare i flussi è impossibile. La linea Minniti, rinnegata, a volte riaffiora

 “Lo avete frainteso”, assicurano dal Nazareno. Pierfrancesco Majorino, responsabile Immigrazione del Pd di Elly Schlein che sta girando i Centri per i rimpatri di mezza Italia, è in ferie. E dunque, in silenzio stampa. Matteo Salvini non parla più di immigrazione, ma anche nel Pd sull’argomento si preferisce sorvolare. E’ uno di quegli scivolosissimi grandi temi su cui il partito rischia di rompersi. E così quando due giorni fa il presidente dem, il riluttante leader della minoranza Stefano Bonaccini, se n’è uscito su Twitter criticando il governo, incapace di fermare gli sbarchi, qualcuno ha sgranato gli occhi. “Nelle città ormai è emergenza arrivi. Peccato non ne parlino i telegiornali. Urlavano porti chiusi, è finita la pacchia e prima gli italiani, ma la destra sta dimostrando manifesta incapacità nella gestione dell’immigrazione. Quadruplicati gli sbarchi da quando governano”, ha scritto Bonaccini. E’ lui, dunque, il “frainteso”.


Fermare gli sbarchi? Ma come: nel nuovo Pd di Elly Schlein si partecipa con le felpe dell’ong Mediterranea alle riunioni della segreteria, a Bruxelles si chiede con forza una nuova Mare nostrum e il presidente del partito s’indigna per gli sbarchi in aumento? Certo le cifre sono pesanti. Ieri si è raggiunta quota 101.386 arrivi sulle isole e le coste del Sud Italia (un aumento del 107 per cento sui numeri del 2022 nello stesso periodo); il sistema di accoglienza, a Bonaccini lo riferiscono i sindaci dell’Emilia-Romagna, è al collasso e il Viminale ha dovuto aumentare del 12 per cento i posti  nelle strutture d’accoglienza.  


Eppure, almeno in teoria, con Elly Schlein la linea è cambiata: fermare i flussi è impossibile! I dem hanno votato contro il rifinanziamento della guardia costiera libica, e il memorandum con la Tunisia firmato da Giorgia Meloni con Ursula von der Leyen è stato duramente criticato dal Pd. Nonostante sia quello il paese da cui partono oltre i due terzi dei migranti che arrivano in Italia, gli esponenti del Pd sono contrarissimi: “Saied non rispetta i diritti umani!”. Insomma il governo è in affanno sull’immigrazione. Ma le contraddizioni che sul tema vive il Pd sono altrettanto imbarazzanti.  


Di Marco Minniti, il primo a siglare accordi efficaci per fermare i flussi, nessuno parla più. “Quella è stata un parentesi sbagliata”, era la frase che un tempo diceva solo Matteo Orfini. Adesso, invece, è opinione comune. E d’altronde l’ex ministro dell’Interno è considerato ormai da alcuni dem nientemeno che un suggeritore occulto di  Meloni. Ma come tenere insieme gli sbarchi che non dovrebbero esserci, cioè la “linea Bonaccini”, e la contrarietà del Pd a qualsiasi accordo utile a cercare di gestire i flussi? “Lo avete frainteso!”, ci ripetono dal Nazareno. Ma quando il problema si presenta, svuotato da qualsiasi ideologia, davanti agli occhi dei sindaci dem la questione diventa ineludibile: se i flussi non si contengono il sistema collassa.


E però nel Pd c’è sempre una terza via: non voler regolare i flussi, ma senza ritrovarsi davanti a situazioni ingestibili. Ce lo spiega la deputata dem  Lia Quartapelle che è convinta che la posizione di Schlein sull’immigrazione e le dichiarazioni di Bonaccini non sono poi così in contraddizione. “Gli sbarchi – dice Quartapelle – non si possono fermare, lo hanno capito tutti, il governo invece di investire tutto il suo capitale politico in un accordo inefficace con un paese come la Tunisia, con il quale peraltro gli accordi per i rimpatri erano già in essere, avrebbe dovuto lavorare alla gestione degli arrivi, è questo quello che voleva dire Stefano”. E però come si fa a reggere numeri così imponenti? Fu proprio questo che spinse Minniti a raggiungere i primi accordi con la Libia che fecero crollare gli sbarchi. “Non sono numeri insostenibili”, sostiene Quartapelle. “L’anno scorso in Italia sono arrivati 120 mila ucraini, che si aggiungevano ai migranti che arrivavano dal Mediterraneo. Se le cose si gestiscono si può fare tutto”.