Foto di Mourad Balti Touati, via Ansa 

riformisti al via

Renzi dice sì al partito unico con Calenda entro le europee

Redazione

Il leader di Azione ha consegnato ieri sera il documento al comitato del Terzo polo in vista della nascita del nuovo soggetto politico. La soglia temporale è l'autunno. Favorevole l'ex premier. Che si smarca da ruoli di leadership. E sull'elezione di Schlein analizza: "La peggior notizia per Conte"

"Calenda ha proposto un percorso dal basso che termina in autunno. Ci sto". Matteo Renzi, a oggi leader di Italia viva, è pronto a fondersi in un partito unico con Azione, dando una nuova forma, più concreta, al Terzo polo. Nell'intervista alla Stampa, Renzi fa solo un accenno al viaggio che porterà alla creazione della nuova realtà politica. Ma l'orizzonte della sfida sono le elezioni europee del 2024. Lì "gli ex elettori del Pd e gli ex elettori di Forza Italia dovranno scegliere". Decidere quindi se restare nei loro partiti di provenienza e sposare la linea di due donne leader, Elly Schlein, neo segretaria dem, e Giorgia Meloni, che, secondo Renzi "rischiano di estremizzare il confronto". O invece avvicinarsi alla prospettiva centrista che vede come interesse degli italiani "quello di pacificare, smussare, dialogare". 

 

Le "briciole di pane" che condurranno alla nuova "entusiasmante stagione" - così la descrive il leader di Iv sul Messaggero - si costituiscono di poche tappe. Carlo Calenda ha consegnato ieri sera un documento al comitato politico del Terzo polo che stabilisce intenzioni e tabella di marcia e che verrà valutato entro una settimana. Secondo la ricostruzione di Repubblica, a marzo ci sarà il manifesto dei valori e la decisione sul nome del partito. Ad aprile, il manifesto verrà presentato al pubblico e inizierà la campagna per le adesioni. In autunno, tra settembre e ottobre, la costituente dovrà già essere pronta in modo da iscrivere la nuova realtà al registro dei partiti (ed essere anche ammesso al 2 per mille).

Renzi non fa presenza alla riunione, ma accanto a Calenda - oltre alla vice renziana, Elena Bonetti, e ai cinque volti di Azione (Carfagna, Gelmini, Raffaelli, Costa e Mazziotti) - partecipano cinque figure di spicco di Iv. Sono Teresa Bellanova, Ettore Rosato, Maria Elena Boschi, Davide Faraone e Luigi Marattin. 

 

L'obiettivo è arrivare alle europee con un soggetto formato e ben delineato, magari allargandosi anche a +Europa, se la nuova leadership di Riccardo Magi vorrà. Ma quel che è certo è che di questo nuovo partito Renzi afferma già di non voler essere guida. "Io non sarò il leader" dichiara al Messaggero "Mi sono ritagliato un ruolo da padre nobile. E mi ci trovo benissimo. Se qualcuno vorrà candidarsi è giusto che si senta libero di farlo, anche se per me Calenda sta lavorando bene", conclude. I traguardi più vicini comunque potrebbero consistere nel traghettare alcuni nomi dentro il nuovo partito, magari nomi provenienti dall'area più riformista del Partito democratico, che non si sentono più i benvoluti tra i dem. Il leader di Iv non nasconde che le figure che ha in mente sono tante "Ma non sono nomi famosi. Li ho conosciuti nei circoli e da domenica sera mi scrivono che non possono stare in questo Pd. Sono persone che lasceranno il Pd piano piano, una volta che sarà chiaro dove sta andando la segreteria Schlein. Ma noi non ci stiamo preparando alla campagna acquisti: ci stiamo preparando per la campagna elettorale. Alle europee faremo la differenza".

 

Infatti, Renzi e Calenda non possono non vedere un'occasione nell'elezione di Elly Schlein, che secondo il leader di Iv è la "peggiore notizia per Conte". Dalla prospettiva centrista, si apre la porta di un nuovo antagonismo, tra dem e M5s, che lascia scoperta una parte di elettorato più moderata da intercettare. "Oggi il Pd riformista non esiste più. Esiste un partito di sinistra sinistra che merita rispetto e che diventerà competitor diretto del Movimento 5 stelle". Questa la sentenza di Matteo Renzi, che cela lo spiraglio di un'opportunità da non lasciarsi sfuggire.

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