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Ostaggi della riduzione

In un’atmosfera svagata il Parlamento si autoriduce. Conte s’intesta il taglio. E Salvini si fa promettere il Copasir

Salvatore Merlo

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merlo@ilfoglio.it

8 Ottobre 2019 alle 20:28

Ostaggi della riduzione

Giuseppe Conte, Luigi Di Maio e Dario Franceschini (foto LaPresse)

Roma. Esce da Palazzo Chigi scivolando su un tappeto rosso, attraversa la piazza di Montecitorio tra i sampietrini sconnessi di Virginia Raggi, maligni come tagliole, e circondato da svolazzanti individui s’infila dentro al portone della Camera, come dentro a uno specchio. “E’ un momento molto importante”, ci dice in un soffio Giuseppe Conte, che proprio vuole assistere, imprimere il suo volto sul piombo della notizia, in qualche modo vuole partecipare a questa sforbiciata cui si consegna il Parlamento italiano, questo...

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Salvatore Merlo

Salvatore Merlo

Milano 1982, giornalista. Cresciuto a Catania, liceo classico “Galileo” a Firenze, tre lauree a Siena e una parentesi erasmiana a Nottingham. Un tirocinio in epoca universitaria al Corriere del Mezzogiorno (redazione di Bari), ho collaborato con Radiotre, Panorama e Raiuno. Lavoro al Foglio dal 2007. Ho scritto per Mondadori "Fummo giovani soltanto allora", la vita spericolata del giovane Indro Montanelli.

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Commenti all'articolo

  • maropadila

    08 Ottobre 2019 - 21:09

    Penso che si tratti di una delle pagine più vergognose della storia del Parlamento italuano del dopoguerra.

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