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In difesa del trasformismo

Cambiare idea si può e a volte si deve. Perché le democrazie si salvano dalla sindrome Papeete difendendo la libertà dei parlamentari. Appunti sulla retorica anti casta di Galli della Loggia contro il governo della conversione europeista

13 Settembre 2019 alle 06:00

In difesa del trasformismo

Foto LaPresse

In un editoriale rabbioso pubblicato ieri sul Corriere della Sera, il professore Ernesto Galli della Loggia ha scelto di dedicare un lungo ragionamento a un tema per così dire jolly, solitamente pescato da molti osservatori quando si conclude con un esito negativo il tentativo di trovare un’idea brillante per spiegare ai lettori una nuova fase politica. Nel suo fondo di ieri, Galli della Loggia ha scelto di attaccare con robuste argomentazioni anticasta – i primi amori non si scordano mai...

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Claudio Cerasa

Claudio Cerasa

Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.

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  • verypeoplista

    verypeoplista

    13 Settembre 2019 - 19:07

    L'Italia non è mai stata trasformista, è stata sempre dal 48 a oggi nel "duo" Democrazia cristiana 6 presidenti della repubblica per 42 anni l'ultimo l'attuale, e due diciamo di sinistra forte (il "doppio" Napolitano, per non felici 14 anni), Totale 42+14=56 anni su 71 anni (1948 al 2019) 80% del tempo a oggi dal 1948 e gli ultimi 3 si è visto quali poteri hanno avuto nelle diatribe parlamentari e sopratutto le due ultime gialloverde e l'attuale giallorossa per mantenersi "affinchè non cambi il tutto" ma con il Fregoli di turno che "letterariamente" chiameremo Gattoconte lo strumento affinchè tutto continui come prima: Democrazia Cristiana e ex comunisti + MOLTI ALTRI EX da (da PCI A PD)

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  • gaetano.tursi@virgilio.it

    gaetano.tursi

    13 Settembre 2019 - 18:06

    La lezione sul “trasformismo” del direttore ci ha ricordato che “le democrazie si salvano dalla sindrome Papeete difendendo la libertà dei parlamentari”. Ora, però, urge lezione su come difendere la democrazia (appena liberata) dalla “dittatura del pensiero unico”, vero collante del neo-costituito Fronte di Liberazione dal Populismo: per anni, e massimamente sulle pagine di questo stesso giornale, si è denunciato il “conformismo morale come regime”, frutto amaro della “follia liberticida pol.corr.” che faceva scrivere a Stefano Basilico: “benzina per il populismo” (Ooops!). E non mi rifersico solo alla denuncia delle insensatezze spesso ai limiti dell’ottusità (una “deliziosa” ricognizione di “perle pol cor” è reperibile nell’ultimo lavoro di Eugenio Capozzi) ma, in generale, al progressivo venir meno di spazi di libertà ove non diventi “rutto populista” ogni obiezione al mainstream (a quello che, con efficace dissimulazione, a Volturara Appula pare chiamino “neo-umanesimo”).

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  • Chichibio

    13 Settembre 2019 - 17:05

    Diceva un tale che Parigi val bene una messa. Figurarsi la coerenza, quella di entrambi i partner. Bon, va bene così, ma stiano attenti a non portare acqua a Salvini.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    13 Settembre 2019 - 17:05

    Al direttore - Nel libro dei sogni c'è pure il proporzionale puro con soglia d'accesso in Parlamento al 7%. Appunto, nel libro dei sogni.

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