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Ridare a Salvini il suo modesto vero nome

Sfuma sui social, prepara gli scatoloni e viene processato alla Tina Pica da Trump. Ci vorrà tempo per digerirlo del tutto ma intanto accontentiamoci di registrare il salvinismo come una variante di ex successo del melonismo. Sentite che brezza?

28 Agosto 2019 alle 06:16

Ridare a Salvini il suo modesto vero nome

Matteo Salvini (foto LaPresse)

La buona letteratura, anche quella insensata di Paolo Nori, ha una potenza di fuoco dissimulata ma ineguagliabile. Ieri Nori ha raccontato qui il suo secondo viaggio in Russia, fatale. Una storia di magnifico nullismo, molto oltre il minimalismo, e di allusioni elegiache, aperta da un incipit che è un commento perfetto al primo viaggio italiano nel trucismo, durato un anno e mezzo, che non è poco. Scrive Nori: “La penultima volta che ho letto Anna Karenina ho avuto l’impressione che...

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Giuliano Ferrara

Giuliano Ferrara

Ferrara, Giuliano. Nato a Roma il 7 gennaio del ’52 da genitori iscritti al partito comunista dal ’42, partigiani combattenti senza orgogli luciferini né retoriche combattentistiche. Famiglia di tradizioni liberali per parte di padre, il nonno Mario era un noto avvocato e pubblicista (editorialista del Mondo di Mario Pannunzio e del Corriere della Sera) che difese gli antifascisti davanti al Tribunale Speciale per la sicurezza dello Stato.

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  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    28 Agosto 2019 - 17:05

    Ma perchè ci impedite di andare a votare per lasciar sfogare anche gli altri sessantamilioni di italiani che combattono per risolvere quotidiani problemi esistenziali quotidiani? A noi basta una semplice crocetta da analfabeti, ma che dice tutto. Paura, èhh?...

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    • teddy

      29 Agosto 2019 - 21:09

      Si paura dell'analfabetismo che imperversa.

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  • Mario 1

    28 Agosto 2019 - 17:05

    Voi cattocomunisti cantate vittoria ,ma il Trucismo non'è finito, e vi siete presi il governo di nuovo senza i voti degli Italiani ,siete professori in queste manovre.

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  • gaetano.tursi@virgilio.it

    gaetano.tursi

    28 Agosto 2019 - 15:03

    Il fatto è che nel bel “mondo che si ripopola” dopo l’eclisse salvinina non spira alcuna “brezza”. Io, almeno, questa brezza proprio non la sento. Sento, invece, addosso, il calore opprimente della solita narrazione dei “buoni”: il rituale sudario di politicamente corretto. Forse è colpa del global warming o dell’improvvisa suggestione planetaria per l’ Amazzonia che brucia (sotto il fuoco “sovranista” do Brasil, ovviamente: come se incendi e deforestazioni non fossero di casa nei paesi dei Morales e dei Maduro, per tacere del Paraguay… ma quella è roba “solidarista” e non turba) ma, sia come sia, è tanto che non sento alcuna brezza. E ne ho nostalgia: come quando il direttore-ancora-non-emerito faceva uscire questo giornale con l’annuncio della vittoria di G.W. Bush mentre i “buoni” avevano preparato i rassicuranti titoloni sul “trionfo di Kerry”. Un tornado, più che una brezza.

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  • carlo.trinchi

    28 Agosto 2019 - 14:02

    Occhio al gatto finché non è nel sacco.

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