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L’ora del Maalox

Così i fan dei 5S fanno i conti sui social con il Grande Trauma. Tra irrealtà e livore contro Salvini

10 Agosto 2019 alle 06:14

L’ora del Maalox

Militanti del Movimento 5 Stelle protestano sotto la prefettura di Torino (foto LaPresse)

Roma. I social media e il passaparola dei fan hanno avuto un ruolo spettacolare nell’ascesa dei Cinque stelle e quindi è interessante andare oggi a misurare sui social d’area – per così dire – la reazione al grande trauma. Il governo del cambiamento è finito dopo quattordici mesi (gli ultimi passati in piena sottomissione alla Lega di Salvini), le previsioni di voto dal punto di vista dei Cinque stelle sono molto brutte e non ci sono soluzioni facili in vista. Una parte dei fan però ancora non se ne rende conto e vive in una bolla alternativa. Giovedì sera subito dopo il discorso del premier Giuseppe Conte si leggevano in giro commenti come “Conte ha appena messo a cuccia Salvini” oppure “Conte sgancia la bomba e distrugge le menzogne di Salvini” – che suonavano confusi se si considera che di fatto Salvini aveva appena licenziato Conte e non il contrario. La frecciata di Conte contro Salvini, “questo governo ha parlato poco e ha lavorato tanto, non è stato in spiaggia”, è citata come una frase epica che rimette le cose al giusto posto. L’impressione però è che quella parte dei fan sia ancora alla fase della non accettazione delle notizie. Qualcuno tra loro incoraggia “l’immenso” Luigi Di Maio perché è “il miglior ministro del Lavoro che l’Italia abbia mai avuto”. Altri gli riservano saluti come questo: “Ero un fan di Alessandro. Oggi sono un fan di Luigi. Dibba il guerriero ci ha lasciato soli a combattere. Gigi il tranquillo è sceso in campo e ci ha rappresentati con coraggio e lealtà. I veri Leader sono i primi sul fronte. Sempre”. 

 

La maggior parte dei fan tuttavia preferisce non parlare di Gigi il Tranquillo, ha compreso la situazione ed è già passata alla fase seguente, quella in cui si accusa “il cazzaro verde”, “buffone”, “ciarlatano”, “vigliacco” Salvini di “avere gettato la maschera” e di essere d’ora in poi un TRADITORE in combutta con il Pd e con la mafia.

 

“Matteo Salvini hai offeso indegnamente il lavoro di tutti i ministri e ora spiega agli italiani perché sei un traditore” oppure “Traditori leghisti. Questo è il marchio d’infamia che vi accompagnerà per il resto della vostra esistenza…” sono esempi di commenti pescati a caso nell’onda alta dell’indignazione dei grillini. In molti ricordano una convocazione mancata di Salvini alla commissione parlamentare Antimafia, altri vogliono che risponda alle domande che riguardano i suoi rapporti con la Russia – due argomenti che fino a due giorni fa non andavano fortissimo tra i fan del governo. Questo concetto è ripetuto in tutti i commenti. Salvini traditore ha sabotato un governo che andava alla grande. Il tesoriere del Cinque stelle, Sergio Battelli, scrive che “se prima degli italiani vengono i sondaggi allora vaffanculo”. Un sottosegretario agli Esteri, Manlio Di Stefano, lancia una sfida: “#Salvini visto che oggi blateri di ‘poltrone’ ti do una bella notizia, possiamo convocare la Camera entro una settimana e votare il taglio di 345 parlamentari e poi andare al voto. Ci stai? Altrimenti la poltrona incollata è solo la tua e quella dei leghisti. #crisigoverno”. Ma sono richieste sconclusionate, non si vede perché la Lega dovrebbe accettare. Alessandro Di Battista, uno dei pochi volti conosciuti che non sarebbe falciato dalla regola del doppio mandato quando si andrà a nuove elezioni, aggiunge allo sdegno contro Salvini “schiavo del sistema che si era mascherato da protettore del popolo” qualche informazione a proposito di tutte le cose belle che il governo avrebbe potuto fare se non ci fosse stato il tradimento, come il taglio dei parlamentari e la revoca delle concessioni autostradali ai Benetton. Il senatore Nicola Morra nota che nella giornata di generale crisi della Borsa il titolo Atlantia (Autostrade) invece sale. Sarebbe la prova di una non meglio specificata vittoria del Sistema contro i grillini.

Daniele Raineri

Daniele Raineri

Di Genova. Nella redazione del Foglio mi occupo soprattutto delle notizie dall'estero. Sono stato corrispondente dal Cairo e da New York. Ho lavorato in Iraq, Siria e altri paesi. Ho studiato arabo in Yemen. Sono stato giornalista embedded con i soldati americani, con l'esercito iracheno, con i paracadutisti italiani e con i ribelli siriani durante la rivoluzione.

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