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I populisti contro il cambiamento

Di Battista e la spassosa difesa dello status quo: “Cambiare? Pericoloso”

6 Agosto 2019 alle 06:13

I populisti contro il cambiamento

Alessandro Di Battista (foto LaPresse)

Se si osservano le reazioni degli esponenti dei 5 stelle alle polemiche provenienti dall’alleato leghista senza farsi abbagliare dai toni più o meno tribunizi e dagli epiteti insolenti scambiati con Matteo Salvini, ci si trova di fronte al più andreottiano dei “tirare a campare”. L’unico argomento condiviso sia dall’ala governativa di Luigi Di Maio sia da quella movimentista di Alessandro Di Battista è che, dopo il governo attuale, ce ne sarebbe uno peggiore. Peggiore, naturalmente, dal loro punto di vista. Sembra una considerazione puramente realistica, e probabilmente lo è, ma proprio in questo consiste il suo carattere dirompente per un movimento che ha sempre cercato di presentarsi come alternativo e addirittura eversivo al sistema e alla sua conservazione. Ha ottenuto un consenso strabiliante promettendo di cambiare tutto, ora cerca di mantenerne uno dimezzato difendendo lo status quo, perché cambiare sarebbe pericoloso.

 

Questa lode del compromesso, anche in condizioni subalterne come quelle che si sono create dopo l’esito delle elezioni europee regionali e municipali, provoca naturalmente malumori e tensioni in un movimento che prometteva di rivoltare l’Italia come un calzino. Quello che più sorprende è che anche l’ala più legata alle parole d’ordine rivoluzionarie aderisca: quando Di Battista conclude i suoi attacchi a Salvini sostenendo che a questo esecutivo non ci sono alternative confessa che il suo ruolo è quello di una copertura tribunizia a una scelta di ritirata strategica. Se questa tattica avrà successo o no, lo deciderà Salvini che intanto incassa l’approvazione della Tav e dell’ennesimo decreto securitario. Forse il governo “peggiore” di quello di ieri è già quello di oggi, anche se la composizione resta la stessa, almeno se lo si valuta col metro delle istanze dei 5 stelle. Oggi l’orientamento politico dell’esecutivo è quello della Lega, quello economico è dei ministri tecnici graditi al Quirinale. I 5 stelle fanno da portatori d’acqua e non sono in grado di trovare una mediazione tra le anime dell’esecutivo, che sono distinte e distanti dai 5 stelle e in conflitto tra loro. Il governo “peggiore” è quello futuro? Sarebbe interessante sapere che cosa ne pensa Di Battista.

Redazione

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