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Raggi esulta per Milano-Cortina e i costruttori romani si indignano: "La città ha bisogno di una svolta"

"Ritirò la candidatura per le Olimpiadi del 2024, un'occasione persa che non le perdoneremo mai". Parla Rebecchini, il presidente dell'Acer

25 Giugno 2019 alle 13:43

“L’ipocrisia della Raggi che esulta per la vittoria di Milano e Cortina”

La Raggi con l'assessore allo Sport Frongia mentre annuncia che Roma non ospiterà le Olimpiadi (Foto LaPresse)

L'assegnazione delle Olimpiadi invernali del 2026 a Milano e Cortina ha rievocato il dibattito sui Giochi a Roma del 2024. Nel settembre 2016, la sindaca Virginia Raggi si rifiutò di ospitare la manifestazione e ritirò la candidatura della città (le due rivali sarebbero state Parigi e Los Angeles). “La scelta su Milano-Cortina aumenta i rimpianti e riapre una ferita che non si era mai rimarginata”, dice al Foglio Nicolò Rebecchini, presidente dei costruttori edili di Roma (Acer), che nel 2016 erano favorevoli alle Olimpiadi. “All’epoca non ero ancora presidente dell’Acer – spiega Rebecchini –. Il mio predecessore Edoardo Bianchi cercò un dialogo con la Raggi, ma non ottenne risposte. La sindaca si era appena insediata e non aveva alcuna intenzione di parlare con i corpi intermedi”. All'epoca anche la Lega era contraria alle Olimpiadi romane ("una fantasticheria", disse Salvini), e oggi il Blog delle Stelle critica il voltagabbana del vicepremier, che è uno dei fautori dei Giochi del 2026.

 

Virginia Raggi ieri si è congratulata per la vittoria di Milano e Cortina (“Faccio i complimenti a tutti coloro che hanno lavorato per questo risultato”, ha detto). Cosa ne pensa?

 

“Mi è dispiaciuto molto vedere l’esultanza di coloro che non hanno permesso a Roma di ospitare i Giochi del 2024. Non c’è alcuna differenza tra le due candidature: non puoi essere contro Roma 2024 e allo stesso tempo a favore di Milano-Cortina 2026. La Raggi ha grandi responsabilità, anche se la decisione del 2016 fu avallata dallo stato maggiore del M5s. Oggi invece il governo di cui il Movimento fa parte è unito a sostegno dei Giochi. Su questo tema non ci sono state divisioni con la Lega, a differenza di altre opere pubbliche come la Tav o la Gronda”. 

 

La Raggi nel 2016 diceva che le Olimpiadi non dovevano essere ospitate perché la “città aveva altre priorità”. Eppure, dopo tre anni, i problemi sono sempre gli stessi. 

 

“La città si trova in uno stato di abbandono, ha dei problemi enormi come le strade, i trasporti pubblici e lo smaltimento dei rifiuti ma non ha le risorse per risolverli. Le Olimpiadi sarebbero state una grande opportunità di rilancio, con i soldi a disposizione potevano essere avviati molti programmi di cui si parla da anni. Gran parte dei fondi sarebbero arrivati dal Comitato internazionale olimpico (Cio, ndr), che per la giunta è come trovare dei soldi per terra. Un sindaco dovrebbe accogliere volentieri queste opportunità. Poi sarebbe toccato al Cio decidere se la candidatura di Roma era all’altezza delle altre”

 

Se la giunta Raggi dovesse affrontare la stessa questione oggi, la decisione finale sarebbe diversa?

 

“Oggi il buonsenso avrebbe prevalso, anche se la giunta non si pentirà mai pubblicamente di quanto deciso nel 2016. Con tre anni di esperienza la sindaca sarebbe stata in grado di riconoscere i problemi reali della città. Nel settembre di quell'anno (quando la sindaca ritirò la candidatura, ndr) la Raggi si era insediata da pochi mesi, e fece una scelta ideologica: vide le Olimpiadi come una spesa e non come un’opportunità di rilancio”. 

 

La città oggi sarebbe diversa se la Raggi avesse accettato?

 

“Sarebbe in uno stato molto migliore. Le Olimpiadi impongono una scadenza entro cui completare le opere e quindi è necessario fare le cose, non si può più rinviare. Questo avviene in ogni situazione di emergenza. Ad esempio, se il Ponte Morandi non fosse crollato, staremmo ancora a litigare su chi nominare come commissario. Invece sono state prese delle scelte perentorie dettate dall’emergenza. La città continua ad avere bisogno di una svolta. Nel 2021 ricorrerà l’anniversario dei 150 anni di Roma capitale d’Italia. Mi auguro che la sindaca colga questa occasione per rilanciare il decoro della città”.

Gregorio Sorgi

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Commenti all'articolo

  • stearm

    25 Giugno 2019 - 17:05

    Proporrei scambio Raggi-Sala, la prima all'ombra della Madonnina, il secondo all'ombra del Cupolone.

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