cerca

Il vento del cambiamento di governo

Militari, diplomazie internazionali, imprenditori, investitori, pensionati, medici, artigiani, agricoltori, sindacati. Un fronte trasversale e non politico chiede di mettere un punto a questo governo per provare a ridare ossigeno all’Italia. Ascoltarlo, no?

7 Giugno 2019 alle 06:09

Il vento del cambiamento di governo

foto LaPresse

Fino alle prime settimane di luglio, ogni notizia relativa alla fine imminente del governo o alla sua certa sopravvivenza andrà trattata con la stessa diffidenza con cui ciascuno di noi, durante l’estate, sfoglia i giornali sportivi alla ricerca dell’ultimo incombente colpo di mercato della propria squadra del cuore. Le possibilità che nel corso dell’estate la campagna acquisti del calcio italiano si vada a sovrapporre con la campagna elettorale della politica italiana sono alte (nonostante Di Maio e Salvini siano tornati...

Accedi per continuare a leggere

Se hai un abbonamento, ACCEDI.

Altrimenti, scopri l'abbonamento su misura per te tra le nostre soluzioni.

Claudio Cerasa

Claudio Cerasa

Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.

Più Visti

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    07 Giugno 2019 - 13:01

    Caro direttore - Leggendo ed ascoltando, quello che vogliono farci leggere e ascoltare, si ricava la sensazione che non siamo pienamente coscienti che abbiamo totalmente perso di vista quello che sarebbe la terapia giusta. Riforme istituzionali radicali. Siamo schiavi di un sistema paese che privilegia e premia la frammentazione politica e le fazioni personali. Siamo schiavi di un modo di intendere e praticare politica che non riesce ad acquisire l’importanza del bene comune e superare la maledizione dell’un contro l’altro armato. Si parla di un Cdx vincente. Anche lui naufragherebbe nella maledizione del sistema. Il momento è, anche a livello geopolitico difficile da gestire: nessuno vuole o è disposto a perderci qualcosa. Neppure i domini dell’informazione. Un bel casotto. Ma anche la peste nera fu sconfitta dalla vita.

    Report

    Rispondi

  • lorenzolodigiani

    07 Giugno 2019 - 11:11

    Caro Cerasa, questo governo gode, purtroppo, di una maggioranza nel paese che e’ stata riconfermata dalle recenti elezioni europee. Al netto dei detrattori che lei ha puntualmente elencato e delle sacrosante considerazioni sul suo isolamento internazionale, questo governo va a casa soltanto per volonta’ dei due “contraenti”. A meno che non intervengano fattori esogeni a minarne le fondamenta ed anche questo e’ possibile.

    Report

    Rispondi

  • Giovanni Attinà

    07 Giugno 2019 - 10:10

    Caro Cerasa, come volevasi dimostrare: a due settimane delle elezioni europee non mi pare che sia cambiato qualcosa nella politica italiana, al di là delle diatribe tra i due partiti di governo e i pentastellati, presentati quest'ultimi con la sindrome dell'eventuale caduta, per effetto anche della questione del secondo mandato, una scelta per il vero quest'ultima sensata che dovrebbe essere applicata a tutti i livelli. Di contro, continuano i proclami del ministro degli interni, che viole cambiare l'Ue, anche se non mi pare abbia successo di alleanze, ma non mi pare che si prospetti qualcosa di concreto. Non rimane che aspettare gli eventi, ma dal dibattito politico, vale anche per le opposizioni, non mi pare che i veri interessi di noi italica stirpe siano al centro delle priorità.

    Report

    Rispondi

Servizi