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Greta a Roma, la megalopoli maleodorante di Virginia Raggi

Ipotesi semi-tragica sulla visita della superambientalista nella Capitale

Salvatore Merlo

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merlo@ilfoglio.it

17 Aprile 2019 alle 06:25

Greta a Roma, la megalopoli maleodorante di Virginia Raggi

Greta Thunberg (foto LaPresse)

Uno se la deve proprio immaginare Greta Thunberg, l’icona sedicenne dell’ambientalismo internazionale, che oggi arriva a Roma, ospite di una città in cui il sano dirigismo pedagogico dei Cinque stelle sta instaurando, ovviamente a modo suo, il regno del benessere in terra. E allora già sembra quasi di vederla, stamattina, scendere a Termini, sotto la pensilina del Frecciarossa. Ecco la piccola Greta, che non prende mai l’aereo perché inquina. Non farà in tempo a ripetere ai giornalisti venuti ad accoglierla...

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Salvatore Merlo

Salvatore Merlo

Milano 1982, giornalista. Cresciuto a Catania, liceo classico “Galileo” a Firenze, tre lauree a Siena e una parentesi erasmiana a Nottingham. Un tirocinio in epoca universitaria al Corriere del Mezzogiorno (redazione di Bari), ho collaborato con Radiotre, Panorama e Raiuno. Lavoro al Foglio dal 2007. Ho scritto per Mondadori "Fummo giovani soltanto allora", la vita spericolata del giovane Indro Montanelli.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    17 Aprile 2019 - 16:04

    La fotografia è implacabile: Quel visetto ultra paffuto, richiama la facies cortisonica, quello sguardo obliquo e malandrino, sono patognomonici. Aggiungete il richiamo simbolico della minore età e il cerchio dell'effimero parolare si chiude. Si vuole veramente dar sollievo alla salute della terra? Riportiamo, con tutto quello che ne conseguirebbe per le abitudini correnti, incluse quelle dei baldi studenti affascinati dal gretismo, i consumi energetici totali al livello degli anni ottantacinque. Mantenendo quei livelli, le attuali tecnologie delle fonti rinnovabili consentirebbero, ipso facto, di ridurre del 50% i consumi di petrolio e di metano. Già, senonché le fonti rinnovabili sono state sviluppate consumando energia a iosa. Allora?

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  • Andrew

    17 Aprile 2019 - 13:01

    “Se possono governare i deficienti, allora perché non gli adolescenti di sedici anni?”. E con questo retro pensiero ben saldo, a mo’ di bussola del nuovo che avanza, ecco che qualcuno si è riciclato le battaglie e le certezze pseudo ambientaliste alla Al Gore, ma stavolta mettendole in campo con le belle facce degli alunni delle terze C dei licei di tutto il mondo. E con truppa di complemento nelle migliaia di studenti medi e persino elementari, pronti a marciare compatti insieme ai fratelli maggiori. Se possono governare quelli come Danilo Toninelli o Luigi Di Maio, è il ragionamento, allora perché non mettiamo nell’agone politico anche Greta con gli inevitabili #gretini?

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  • luigi.desa

    17 Aprile 2019 - 10:10

    Il botto mediatico di Greta ci riporta indietro nel tempo quando la scienza arrancava ed era lontana dall'essere positiva anche se ancor oggi gli scienziati sparano cavolate a tutto spiano, ma tant'è . Nei secoli passati fenomeni inspiegabili erano interpretati con le più stravaganti spiegazioni. Quello di Greta è -eppure siamo al massimo dell progresso- un fenomeno che va al di là dell'a umana comprensione. C'è solo un qualcosa da fare per giustificare il successo della ragazzetta .Siamo in prossimità delle elezioni europee e dunque abbignerebbe abbassare il limite di età all'elettorato passivo a anni 14 così da permettere alla poverina di sedere nel parlamento europeo. Una visione abbagliante il parlamento europeo composto da under 18. A Roma in piazza un ragazzo ha detto una banalità ( su i rom,boh?) ed è finito in prima pagina. Bisogna prendere atto della realtà ,ormai la stampa pare raccontare che gli esseri umani dopo i 16 anni si rimbecilliscono. Povero me a 80 anni.

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