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Greta Thunberg? Svegliatevi!

Qualcuno vola sul nostro spirito pasquale e al posto di un ramoscello d’olivo porta un manifesto di procurato allarme

9 Aprile 2019 alle 06:18

Greta Thunberg? Svegliatevi!

Greta Thunberg (foto LaPresse)

Bisogna denunciare Greta Thunberg per procurato allarme, articolo 658 del codice penale. Si specifica che azionare il detector antincendio laddove non esista immediato pericolo, per esempio in una scuola, è un caso particolarmente grave in questa fattispecie di reato. “La nostra casa è in fiamme”: così recita il titolo del libro diffuso da Repubblica. Non è vero, nemmeno in senso solo metaforico. Il titolo è ambiguo, dà ansia, mette a rischio la stabilità emotiva del pubblico di fronte a un’emergenza che non si vede. Il Times già riferisce che gli svedesi “provano vergogna” a imbarcarsi su un aereo, perché si è diffuso il procurato allarme sui cieli devastati dalle emissioni volanti. Gli aerei sono i nuovi tappeti volanti su cui viaggiano le streghe. Fossi un cretino cognitivo, direi che ci mettono, gli allarmisti, davanti a un nuovo Medioevo. 

 

Non discuto la buonafede, sebbene essa lastrichi le vie dell’inferno. Discuto l’insensatezza, l’irrazionalismo. Intanto l’idea di dirci come sarà il futuro, che ha notoriamente molte più risorse di noi stessi, è aperto, è imprevedibile per definizione. Inoltre è stato già predetto, il futuro, mille volte nel passato. Questa è la sola certezza, di cui ha scritto qui con cognizione di causa il professor Ramella: secondo il club di Roma, dal 2000 noi viviamo senza acqua, che sete, e da allora non c’è più da mangiare, che fame. Fior di profeti scientifici hanno partorito nella loro mente, in esecuzione della loro idea di legge naturale, un mondo che avrebbe dovuto esserci, nella sua infinita penuria e miseria, invece non c’è. Per certi aspetti, quello che vediamo, tocchiamo con mano, esperiamo, è l’opposto. 

 

Ora l’accento apocalittico è sull’urgenza, è direttamente emozionale, sempre meno mentale, sempre più in tempo reale, che è lo spazio precipuo della comunicazione in rete. La casa è in fiamme, non prendere l’aereo, non essere complice. Non abbiamo avuto comminata alcuna punizione per le predizioni di ieri, ecco che ci comminano la colpa per quelle sul domani. E’ un fenomeno religioso pericoloso, forse dovrei dire superstizioso: Nietzsche rimproverava al Dio incarnato dei cristiani di essersi preso la punizione e di averci lasciato la colpa. Qui è l’abominio: niente punizione, eppure la colpa. Siamo all’estremo limite della provocazione, è un evidente tentativo di farci vivere male, sottomessi, con il nostro impaurito consenso. E’ un’intimidazione alle anime, questa resa dei conti che non tornano.

 

L’Apocalissi è un disvelamento, è l’altra faccia, terminale e inaugurale, della rivelazione. C’è dietro un pensiero, c’è una fede scritturale, roba forte. Questo vento apocalittico è invece, per quanto maligno, sprovvisto di pensiero o di fede. Non si può rispondere chiedendo le prove. Un procurato allarme, quando si grida “al fuoco!” e il fuoco non c’è, è la prova in sé di un annuncio avvelenato, in questo caso dall’ideologia, dall’idolatria. La bambina sapiente è chiaramente, dall’alto della sua stessa visitazione e malattia, tratto che eleva, che edifica la profezia, un idolo per la folla. E noi siamo la folla che deve credere nell’infallibilità della scienza, una fetta di scienza contraddetta e sbeffeggiata da un’altra fetta. Ma è la cosca vincente della discussione, è la manifestazione settaria di un potere che si insinua nelle nostre case con la voce forte che impone osservanza e rispetto: la casa brucia. Il mondo è impasticciato, è inquinato, il sole fa quel che vuole, come sempre è successo, la nostra capacità di rilevare le tendenze è accresciuta, la nostra propensione a nuocere all’ambiente anche. Ma quelli del riscaldamento sono problemi tecnici e politici, cose complicate che non possono essere lasciate alle emozioni, faccende che implicano potere, denaro, strategie, fedeltà e spirito di casta. Qualcuno vola sul nostro spirito pasquale e al posto di un ramoscello d’olivo porta un manifesto di procurato allarme. Sveglia!

Giuliano Ferrara

Giuliano Ferrara

Ferrara, Giuliano. Nato a Roma il 7 gennaio del ’52 da genitori iscritti al partito comunista dal ’42, partigiani combattenti senza orgogli luciferini né retoriche combattentistiche. Famiglia di tradizioni liberali per parte di padre, il nonno Mario era un noto avvocato e pubblicista (editorialista del Mondo di Mario Pannunzio e del Corriere della Sera) che difese gli antifascisti davanti al Tribunale Speciale per la sicurezza dello Stato.

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    09 Aprile 2019 - 19:07

    Greta come il povero ragazino al Palasharp un pupazzetto manovrato da fili ben visibili.

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    • stearm

      09 Aprile 2019 - 21:09

      Si, ma i fili dello sviluppo capitalistico, non della decrescita felice. Anche il '68 fu occasione di rinnovamento delle forze produttive, creando nuovi bisogni. Poi le filosofie new age, che lo Yoga e' un Business. Non si puo' essere a favore del capitalismo e contro la scienza.

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  • stearm

    09 Aprile 2019 - 14:02

    Ci riprovo, con tutta la stima, ma c'è un errore di fondo: Greta incarna lo spirito del capitalismo, altro che Medioevo. Il capitalismo è distruzione creatrice, perchè il male supremo per il capitalismo è la saturazione dei mercati. Riconvertire equivale ad investire e a sostenere domanda per nuovi bisogni. Lo so, che la scienza è vista da Ferrara come un male, ma scienza e capitalismo vanno sempre a braccetto, una simbiosi perfetta. Altrimenti saremmo rimasti alle carrozze trainate dai cavalli.

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  • Silvius

    09 Aprile 2019 - 12:12

    Concordo. Faccenda davvero insopportabile.

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    • Ferny55

      09 Aprile 2019 - 15:03

      115.000 miliardi di euro in 10 anni farebbero gola a chiunque. Soprattutto a quelli che non li hanno mai rimessi in circolo nella "old economy".

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