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Sacrificio petrolifero per il popolo di Greta

Perché il climate change ha rimescolato le carte nel mondo dell’energia

18 Aprile 2019 alle 06:00

Sacrificio petrolifero per il popolo di Greta

Greta Thunberg in piazza San Pietro durante l'udienza generale del mercoledì di Papa Francesco (foto LaPresse)

Per curiosa coincidenza la compagnia petrolifera Shell ha presentato ieri il suo scenario energetico al 2070 presso l’ambasciata inglese in Italia mentre il nuovo idolo dell’ambientalismo globale Greta Thunberg giungeva a Roma per incontrare Papa Francesco, il papa verde. Marco Brun, amministratore delegato della Shell Italia, ha ricordato l’intenzione ridurre negli anni il peso degli idrocarburi nel portafoglio della compagnia, ovvero l’attività al momento dominante, per diventare in futuro la principale società elettrica del mondo. Nel suo rapporto “Sky” la compagnia nata a inizio Novecento traccia il percorso per raggiungere gli obiettivi della Conferenza sul clima di Parigi entro il 2070 in modo da contenere la temperatura media globale sotto un aumento di 2 gradi. Nello scenario si indica il decennio 2020 come inizio della transizione per i combustibili fossili che progressivamente ridurranno il loro peso nel mix energetico mondiale a favore dell’energia solare come fonte di approvvigionamento dominante al 2055. Benché gli scenari, come scritto nella nota cautelativa, “non sono intesi come previsioni di eventi o esiti futuri e gli investitori non devono riferirsi ad essi” per prendere le loro scelte, Wim Thomas, chief energy advisor di Shell, ha detto che è possibile una riduzione dei profitti per gli azionisti nel passaggio da un portafoglio di idrocarburi a uno composto da fonti rinnovabili. “Uno scenario ambizioso, ma tecnicamente possibile in cui è molto importante il passaggio all’elettrificazione e che fa leva su una transizione economica che deve avvenire rapidamente”, ha detto Thomas aggiungendo però che la coesistenza tra idrocarburi e altre fonti è condizione per la transizione. Il cambiamento è motivato dalla volontà di limitare il riscaldamento globale per il benessere delle nuove generazioni. Shell non è la sola compagnia a concedere una riduzione dei profitti per ridurre le emissioni e le attività estrattive, anche Eni lo ha messo in conto nel suo piano strategico 2019-2022. Un sacrificio per il popolo di Greta.

Redazione

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