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L’ambientalismo è un lusso per occidentali ricchi. Dietro c’è qualcosa di rassicurante

Pascal Bruckner: “Abbiamo creato generazioni di bambini terrorizzati dalla propaganda degli adulti. Un infantile ventriloquio”

8 Aprile 2019 alle 08:41

L’ambientalismo è un lusso per occidentali ricchi. Dietro c’è qualcosa di rassicurante

“Una ondata di caldo colpisce una grande città europea in inverno quando un asteroide si avvicina alla Terra. Gli abitanti scendono per la strada, scrutano il meteorite che sta crescendo visibilmente. Poi uno strano personaggio, Philippulus, vestito di bianco e con una lunga barba, arringa la folla, esclamando: ‘Questa è la punizione, fate penitenza la fine dei tempi è arrivata’. Sorridiamo alla vista di questo personaggio, tanto più che la scena è in un libro a fumetti, ‘La misteriosa stella’ di Hergé. Ma i Philippulus abbondano in questi giorni e si siedono più o meno in tutti i media, organismi ufficiali, a cominciare dal nostro ex ministro della Transizione ecologica Nicolas Hulot”. Così scrive Pascal Bruckner. “Cosa dicono i catastrofisti? Che il pianeta sta morendo, l’uomo è colpevole di averlo devastato. In cinque anni, dieci anni, diventerà inabitabile, la maggior parte delle specie saranno scomparse, terremoti, inondazioni, siccità aumenteranno, le guerre devasteranno i popoli. L’umanità ha peccato per orgoglio, si espierà.

  

Di fronte alle calamità imminenti che si accumulano, il disastro è l’ipotesi più ragionevole. Questo accumulo di notizie spaventose solleva un’obiezione: se è corretta, perché non crogiolarsi nel frattempo in attesa del diluvio? A che serve pubblicare nuovi libri, mobilitare le coscienze visto che è troppo tardi? Se tutto è perduto, perché ribellarsi? Il catastrofismo è prima di tutto una convenienza intellettuale. Semplifica tutto. L’unica opzione rimasta è la sopravvivenza, cioè l’abilità del più forte.

  

Non è sorprendente che i proseliti del cataclisma appartengano principalmente alle classi benestanti, coloro che si preoccupano della fine del mondo più che arrivare alla fine del mese. Il disastro non è la loro ossessione ma il loro godimento. Curiosamente, questo discorso della maledizione è impenetrabile al dubbio. L’Apocalisse è la nostra unica possibilità di salvezza. Abbiamo collettivamente bisogno di una buona correzione.

  

È forse lo scopo di questo rumoroso tamburo del panico che suoniamo nelle nostre orecchie: prepararci a piegare le spalle, a renderci docili. Invece di incoraggiare la resistenza – le società umane sopravvivono alle peggiori calamità e sviluppano un’intelligenza dei pericoli – si diffondono sofferenza e passività. Grand Guignol con vernice scientifica. C’è una malinconia del discorso ambientale schiacciato dalla grandezza dei compiti: limitare il riscaldamento, salvare le specie, compresi gli insetti, le api, i lombrichi, modificare i modi di vita, pulire gli oceani, i fiumi, riparare i siti contaminati. Abbiamo creato generazioni di bambini terrorizzati dalla propaganda degli adulti. È sorprendente scoprire in esse le parole che sono state messe nelle loro bocche, e questo infantile ventriloquio, incarnato dalla musa della protesta verde, la giovanissima svedese Greta Thunberg.

 

Dietro il grande corno dalla vernice scientifica, c’è qualcosa di rassicurante. Non hai bisogno di inventare soluzioni, devi solo cavartela nel tuo angolo, trasformare la tua spiritualità ‘chiavi in mano’ in comunità rurali autosufficienti. Ma non c’è ecologia che sia anche una politica del possibile e del compromesso, vale a dire del lungo tempo. Nessuna ecologia senza un reciproco amore per l’umanità e la natura, senza preoccuparsi della bellezza del mondo e della sua conservazione. Finché questa corrente rimane nel registro millenario – l’umanità deve riparare i suoi guasti ed entrare in contrizione – non riuscirà a convincere. Si noti che questo pathos dell’abisso domina soprattutto nella vecchia Europa e negli Stati Uniti, come se il disfattismo fosse la seconda casa dei vecchi privilegiati che hanno rinunciato a costruire il futuro. La voluttà del caos sembra andare di pari passo con la rinuncia al combattimento.

  

La preoccupazione ambientale è universale, la paura della fine del mondo è puramente occidentale. Non dice nulla sullo stato del pianeta, ma molto dell’occidente. Per quanto riguarda il futuro del globo, e senza pregiudicare la sua evoluzione, è bene ricordare questo avvertimento: ‘Tutto è stato pianificato, naturalmente, eccetto quello che accadrà’ (René de Lacharrière, 1915-1992)”.

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Commenti all'articolo

  • stearm

    08 Aprile 2019 - 09:09

    Stare bene non è però un delitto. O meglio l'elites ha pure diritto ad una sua ideologia.

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    • Skybolt

      08 Aprile 2019 - 12:12

      Certo. Vediamo se la difenderà anche sulla ghigliottina.

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      • stearm

        08 Aprile 2019 - 13:01

        Veramente si tratta di espressioni democratiche di un'ideologia. Questo brutto vizio di essere democratici...

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        • Skybolt

          08 Aprile 2019 - 15:03

          Vogliamo aprire un dibattito sulle strategie manipolative dell'opinione al tempo della democrazia di massa post-partitica? Apriamolo. P.S. Ghigliottina ideale, naturalmente...

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        • stearm

          08 Aprile 2019 - 16:04

          Apriamolo, io non credo alla manipolazione, non ci credo quando a lamentarsene sono i nipotini di Marx, non ci credo quando a lamentarsene sono i nemici dei nipotini di Marx. La storia va avanti infischiandosene di chi cerca di manipolarla. Certo, l'ideologia esiste, ma le ideologie di solito si smaterializzano da sole proprio perchè diventano inattuali, la storia le usa e poi le getta. La storia -l'evoluzione capitalista- adesso utilizza l'ideologia ambientalista, che è quindi in questa fase storica pro-capitalista, perchè aiuta il capitalismo a reinventarsi. Opporsi è inutile, o meglio controproducente. Mentre noi occidentali democraticamente ci scontriamo ideologicamente, l'elite anti-democratica cinese pragmaticamente ha deciso di puntare tutto sulla green technology, perchè appunto bisogna soddisfare nuovi bisogni, che quelli vecchi sono saturi.

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