cerca

“Greta è la santa degli occidentali che si sentono in colpa di essere ricchi”

L’ecologismo è una nuova religione, "ha la sua dottrina, il suo catechismo, i suoi pontefici, i suoi chierici, le sue processioni, i suoi gesuiti, e ora i suoi santi". Parla l’economista francese Rémy Prud’homme

2 Luglio 2019 alle 06:06

“Greta è la santa degli occidentali che si sentono in colpa di essere ricchi”

foto LaPresse

Roma. La madre di Greta Thunberg, Malena Ernman, racconta nel libro “Scenes from the Heart” (in uscita per Penguin) che la figlia ha avuto visioni catastrofiche della CO2, “il biossido di carbonio usciva dalle ciminiere e trasformava il cielo in una discarica”. E’ quando ha letto questa frase che Rémy Prud’homme ha capito che l’ecologismo era uscito dal campo della razionalità per entrare in quello della follia mistica. “Greta è la santa che mancava all’ecologismo”, spiega Prud’homme al Foglio, mentre la campagna di mobilitazione della ragazza compie un anno. “L’anidride carbonica è un gas incolore. In una visione mistica, Greta l’ha vista!”.

 

Professore emerito all’Università di Parigi XII, Prud’homme è stato uno dei responsabili del dipartimento ambiente dell’Ocse e autore del libro L’idéologie du réchauffement. Questa settimana, Prud’homme è intervenuto nella storia di copertina del settimanale francese Valeurs Actuelles dedicata ai “ciarlatani dell’ecologia”. L’ecologismo è una nuova religione, sostiene Prud’homme. “Ha la sua dottrina, il suo catechismo, i suoi pontefici, i suoi chierici, le sue processioni, i suoi gesuiti, e ora i suoi santi”, ci spiega l’economista. Che un’adolescente svedese dica assurdità, è normale. Molto meno lo è “che le più alte autorità civili e religiose, dal presidente della Francia al Papa, la ricevano, la prendano sul serio, la ascoltino, la blandiscano”. Il Parlamento europeo è l’unico che ha rifiutato di concedere a Greta una sessione plenaria, rilevando, con insolito buon senso, che il posto di una ragazza è sui banchi di scuola. “Che il rifiuto di andare a scuola sia socialmente accettato, giustificato, incoraggiato è forse il punto più significativo di questa vicenda. Storicamente la scuola era considerata il principale strumento di emancipazione. ‘Aprire una scuola significa chiudere una prigione’, diceva Victor Hugo. In meno di un secolo siamo passati a chiudere le scuole per Greta. In occidente, non in Cina. Ovunque, per decine di milioni di zeloti, Greta è diventata una stella, un’icona, un modello, una santa”. E questa ondata di irrazionalità, continua Prud’homme, ha molte spiegazioni. “Tutte le ideologie stanno scomparendo. Il comunismo è scomparso, il cristianesimo è in grave crisi, il Papa nella Laudato si’ invoca quasi una nuova religione. C’è bisogno di religiosità nelle società ricche. C’è un vuoto culturale e l’ecologismo lo riempie”. Un’altra ragione è il declino della razionalità: “Le menzogne pubbliche proliferano. La scienza è criticata. Il common sense è in crisi. Emmanuel Macron ha capito che paga essere un campione dell’ecologismo. L’apocalisse oggi ha un vasto mercato. Ci sono molte persone che stanno facendo tanti soldi con l’irrazionalismo”.

 

La terza ragione è più sottile. “C’è un profondo senso di colpa in occidente, mentre in Cina, in India e altrove non esiste questa afflizione. I ricchi occidentali si sentono in colpa di essere ricchi. E’ un masochismo, dobbiamo pentirci per ciò che siamo”.

 

Non c’è scelta, in questo fanatismo. “Ogni totalitarismo, come l’ecologista, è costruito su una inquisizione. Chiunque non la pensi come loro è un malvagio che minaccia la sopravvivenza dell’umanità”. La razza umana deve redimersi subito o scomparire. “La storia della ‘collassologia’ è vecchia quanto il mondo”, conclude Prud’homme. “Inizia con il Diluvio, primo capitolo della Bibbia. Continua con l’Apocalisse di san Giovanni. La grande paura dell’anno Mille. Malthus. E Rachel Carson, il cui libro ‘Silent Spring’, pubblicato nel 1962, sosteneva che non ci sarebbero stati più uccelli nei successivi vent’anni. E il Club di Roma. Mi colpisce che i catastrofismi di un tempo erano portati avanti da persone intelligenti, colte. Oggi c’è Greta Thunberg …”. Come se la paura della fine del mondo ci dicesse molto poco sullo stato del pianeta, ma molto sullo stato dell’occidente.

Giulio Meotti

Giulio Meotti

Lavora al Foglio dal 2003. Si è laureato in Filosofia. Ha scritto per il Wall Street Journal. È autore di quattro libri su Israele, alcuni tradotti in più lingue. È sposato. Ha due figli.

Più Visti

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • Luciano D'Agostino

    02 Luglio 2019 - 17:17

    Ammettiamo che il riscaldamento del globo non sia (tutto, ma solo in parte?, per niente?: va bene tutto) antropico, ma con il resto, fatto di inquinamento furioso, deforestazione, accumulo di sostanze e materiali dannosi e via dicendo, come la mettiamo? Ora, non vorrei che lo sfottò a Greta chiudesse la questione. Anzi, direi che c'è poco da sfottere...

    Report

    Rispondi

    • joepelikan

      02 Luglio 2019 - 18:26

      Le cause antropiche di otto miliardi di esseri umani sono cause naturali. La hubris di chi pensa di poter agire su queste scale senza creare dei sistemi disumani e comunque fallendo è enorme.

      Report

      Rispondi

  • luigi.desa

    02 Luglio 2019 - 14:01

    Ritualmente la Terra ha avuto riscaldamenti e raffreddamenti da milioni di anni e solo nella supponenza ubriaca dell'essere umano ,una cacca di mosca sulla superficie orboterraquea, credere di essere autore si tanta capacità di impresa. Gesù perdona coloro che peccano troppo di superbia il peggiore dei peccati.luigi de santis .....

    Report

    Rispondi

  • regni.gubbio

    02 Luglio 2019 - 13:53

    Sono occidentale bianco e biondo e non ho nessun senso di colpa , ma prendere di mira questa adolescente Greta e i coetanei ( ma quanti ?) che la seguono è un po' come accanirsi contro la "criminale tedesca ricca" arrestata a Lampedusa. Il clima è cambiato( perchè è da vedere , ma non si può ignorarlo) , l'aria delle città è impestata ( e il perchè lo conosciamo bene), non possiamo più tuffarci nei fiumi ( a qualcuno sembrerà una cavolata, ma credetemi era un piacere e ti dava una benefica sensazione di libertà). Questi disastri esistono sono sotto gli occhi ( i sensi ) di tutti, ma fra fanatici e ciechi andremo sempre peggio :chiacchiere chiacchiere polemiche....

    Report

    Rispondi

  • lorenzolodigiani

    02 Luglio 2019 - 11:43

    Come lei non condivido gli eccessi di Greta, ma neppure, caro Meotti, il suo atteggiamento critico se non negazionista nei confronti dei problemi climatici, he dobbiamo affrontare seriamente e laicamente.

    Report

    Rispondi

    • Carlo A. Rossi

      02 Luglio 2019 - 13:21

      "Negazionista": evidentemente, i profeti del riscaldamento globale hanno già trovato proseliti. Nientemeno che "negazionista": non "scettico", "dubbioso", "critico". No: il riscaldamento globale di origine antropica è vero, e chi anche solo ha un atteggiamento scettico, nega la verità. Mi perdoni, ma le scelte lessicali del Suo intervento sono la prova provata di quanto asserito da Meotti. La comunità scientifica non è proprio unanime sul tema, andrei cauto ad affibbiare tale etichetta a chi qualche dubbio sulla teoria e sul circo che vi si è accodato.

      Report

      Rispondi

      • lorenzolodigiani

        02 Luglio 2019 - 14:07

        Caro Rossi, magari ho esagerato con l'aggettivo negazionista, va bene scettico. Insisto. invece , sull' avverbio "laicamente" per il modo in cui i problemi climatici devono essere affrontati.

        Report

        Rispondi

Mostra più commenti

Servizi