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Caro Mattarella, è l’ora della moral action

Far cuocere i populisti nel brodo della loro demagogia è saggio ma la moral suasion ora non basta più. L’Italia ha bisogno di un commander in chief con la campanella, disposto a usare l’ingerenza per difendere la nostra democrazia millenaria (ops!)

9 Febbraio 2019 alle 06:00

Caro Mattarella, è l’ora della moral action

Sergio Mattarella (foto LaPresse)

Tutto giusto, ma quando suona la campanella? Negli ultimi mesi, abbiamo scritto più volte che Sergio Mattarella è riuscito spesso a distillare gocce di buon senso nel marmo duro del sovranismo e avere un presidente che è riuscito a diventare un argine contro l’isteria dell’Italia sfascista non può che rappresentare una ragione di sollievo per ogni osservatore interessato alla difesa di una democrazia millenaria (ooops!). Anche nelle ultime settimane, il capo dello stato ha richiamato all’ordine il governo gialloverde sia...

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Claudio Cerasa

Claudio Cerasa

Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio da dieci anni e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.

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Commenti all'articolo

  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    10 Febbraio 2019 - 16:04

    Caro Claudio – Sarebbe bello, utile, fruttuoso che il Presidente della Repubblica si soffermasse e considerare la tua analisi e la conseguente richiesta. Tralasciando che “Nemo ad impossibilia tenetur”, il bello è che le platee italiche hanno bevuto, tracannato e creduto che il casaleggiano, gaio “cambiamento”, si legittimasse in quanto “moral action” Siamo nel clima di una casereccia guerra dei trent’anni. Ad Aquisgrana vanno e firmano altri. Giuliano Ferrara scrive che sull’onore nazionale non si traccheggia. Sacrosanto, ma l’onore nazionale postula l’esistenza di una Nazione. Noi ci definiamo un grande paese. Distinzione lessicale politicamente imposta.

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  • ziobarby

    10 Febbraio 2019 - 14:02

    Eh si! tutta l' opposizione deve alzare il tono, non abbassarlo, come alzare la bandiera del ns. pensiero. Presidente in primis. E' ora di dire come stanno veramente le cose a chi, secondo noi ha steccato il 5 marzo. Giuliano Ferrara, con coraggio, ha iniziato dicendo che in soli 6 mesi questo paese si è rivelato "DI MERDA" (in buona parte preciso io). Preciso anche che per "MERDA" non intendo il canonico escremento, bensì una cosmica "ignoranza politica". Farsi prendere in giro dai furbi, ora al potere, non è così facile altrove. Il paese, il 5 marzo, ha espresso un' altra micidiale verità. Ha reso evidenti i "PENSIERI INCONFESSABILI" di una grossa parte di italiani.Un importante nostro regista tempo fa ha affermato che buona parte della nostra popolazione è "antropologicamente fascista". Ne abbiamo avuto conferma,inutile nascondercelo,è anzi opportuno correre ai ripari.Anche perché,ci ricorda un autorevole letterato,filosofo,scrittore, dai"PENSIERI INCONFESSABILI"nasce solo il male.

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  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    09 Febbraio 2019 - 21:09

    Tutto giusto. Ma cosa si può pretendere da un Mattarella?

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  • Chichibio

    09 Febbraio 2019 - 13:01

    Presidente chiederei anche la sua opinione sullo stato della scuola pubblica. Visto il livello di preparazione storica esibito dal signor Di Maio Luigi, fresco di studi classici.

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