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La grande balla dell’opposizione che non c’è

I partiti faticano ma nel tessuto civile del paese c’è un’opposizione viva, che lotta e ottiene risultati. Dagli imprenditori alla chiesa passando per gli investitori e i presidi contro i No vax. Elogio del deep state italiano, antidoto al modello Guttalax

8 Settembre 2018 alle 06:00

La grande balla dell’opposizione che non c’è

Foto LaPresse

Dalla Diciotti ai vaccini. Dall’Ilva ai vincoli europei. Dai Btp all’euro. Dal Tap alla Tav. Da qualche settimana a questa parte, una buona fetta dell’informazione italiana ha scelto di dedicare molta attenzione a un tema cruciale per il buon funzionamento di una democrazia e ha deciso di offrire spesso ai propri elettori uno spartito musicale che suona più o meno così: il nostro paese è nei guai anche perché l’opposizione non esiste. La tesi è suggestiva, ed è fondata anche...

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Commenti all'articolo

  • lorenzo tocco

    lorenzo tocco

    09 Settembre 2018 - 21:09

    A parte che le chiacchiere sul tema dei migranti le stanno facendo i giornali, visto il miglioramento apportato da Salvini ai già buoni risultati di Minniti (dice niente che per ora non si sente più parlare di quei taxi del mare delle navi ong?), faccio notare che "la voce per una volta tonante della chiesa" si è ridotta ad un timido balbettio con distinguo fra "allontanamento volontario" e "fuga" (se non è zuppa è pan bagnato) dopo che molti migranti si sono dati alla macchia a Rocca di Papa, proprio mentre il Papa inviava loro dei gelati (ma poi perché proprio dei gelati?) in segno di accoglienza. In più dicendo che "sono liberi di andarsene": ma se sono stati affidati a loro no che non sono liberi di andarsene, la CEI avrebbe fatto miglior figura a non prendersene carico. Questi erano gli "ostaggi" per cui si ipotizza il "sequestro di persona aggravato" a carico di Salvini. Ma va là. E sarà pure l'eccezione che conferma la regola, ma Di Maio sull'Ilva ha bagnato il naso a tutti.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    08 Settembre 2018 - 19:07

    Al direttore - Che ci sia un deep state, lo diciamo in italiano?, cioè un insieme di persone, di attività, di energie positive e responsabili, senza pensare siano tutti santi, è vero. Ma è altrettanto vero che nell'ambito di quell'insieme non c’è accordo, anzi c’è conflittualità, su chi e come dovrebbe politicamente rappresentarlo. Per costruire un robusto partito interclassista, l’unico che possa dare voce politica unitaria e potenzialità all'insieme, sono indispensabili uomini di tempra che riescano a influire, punto obbligato d’inizio, sul caotico, frammentato, litigioso, irresponsabile clima politico attuale. Probabilmente si sono rimpiattati bene. Doveroso e necessario insistere per farli uscire allo scoperto.

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