Fenomenologia dell’homo novus grillino

Oltre Lanzalone. Ritratti paralleli di poteri nati da politici in cerca di medietà

Salvatore Merlo

Email:

merlo@ilfoglio.it

14 Giugno 2018 alle 21:04

Fenomenologia dell’homo novo grillino

Luigi Di Maio e Raffaele Marra (foto LaPresse)

Roma. Gente media, con carriere medie, titoli medi, forse persino capacità medie, che tuttavia improvvisamente e per irripetibile coincidenza astrale si trova proiettata in ruoli d’importanza strategica, al centro delle istituzioni, negli snodi più rilevanti e sensibili della macchina amministrativa e di governo. E da lì assume via via un potere sempre maggiore, che s’ingigantisce, talvolta si fa discrezionale, travalica il senso della misura, e cresce con una progressione direttamente proporzionale all’impreparazione e alla debolezza della politica, che non sa,...

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Commenti all'articolo

  • Carletto48

    15 Giugno 2018 - 15:03

    In un articolo del Foglio di un mese fa si descriveva la scarsezza numerica della compagine pentastellata per occupare, legittimamente, i posti a loro spettanti nelle amministrazioni governativa. Da qui la necessità di affidarsi a consulenti esterni che nei loro campi avessero ottenuto dei risultati. Ma in questa giungla che è diventata il mondo del lavoro, chi è rimasto a galla deve per forza aver fatto qualche cosa spintonando a destra ed a manca e saltando qualche paragrafo, ce ne sono migliaia, dei regolamenti burocratici atti a mettere il bastone tra le ruote a chi vuol fare. Direbbe Vittorio Feltri:"E' fattuale!"

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  • guido.valota

    15 Giugno 2018 - 00:12

    Si affidano a gente media perchè loro sono sotto la media. Quelli sopra la media gli stanno alla larga.

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